Commendatore, professore e capitano sul palco del Lauro Rossi: scroscianti risate e applausi

MACERATA - La recensione di "Tre sull'altalena" messa in scena dal “Ronzinante Teatro” di Merate per la 54° rassegna Perugini
- caricamento letture
tre-altalena-5-650x433

I tre protagonisti

di Fabrizio Cortella (Foto di Claudio Sagretti)

Dopo una breve pausa, riprende la 54° Rassegna A. Perugini con un vero cavallo di razza: sulle assi del Lauro Rossi, domenica è stata la volta di “Tre sull’altalena”, una delle più famose pièce del compianto Luigi Lunari, magistralmente messa in scena dal “Ronzinante Teatro” di Merate. tre-altalena-3-267x400Si tratta della sua commedia brillante più rappresentata, sia in Italia, sia all’estero, fin dall’esordio del 1990 a Milano. Per essa Dario Fo ebbe parole di grande elogio: “Una macchina di fantastica fattura per cui vale la pena di uscire la sera a Milano, sobbarcarsi il rito della vestizione, prenotare il biglietto, prendere il taxi, starsene seduti in una sala stipata di gente.” La trama di questa “commedia con un cervello” è assai semplice: tre uomini affatto diversi tra di loro, e con diverse intenzioni, si ritrovano nel medesimo ambiente, assolutamente certi che si tratti di tre luoghi differenti. Sono: il Commendatore (Michele Masullo – regista) per un incontro galante, il Capitano (Massimiliano Colombo) per trattare l’acquisto di materiale bellico e il Professore (Beppe Colella – anch’egli regista) per ritirare le bozze di stampa di un suo libro. Fin da subito è chiaro che qualcosa non torna, basterebbe già la sola presenza del frigo-bar che si comporta come il pozzo di san Patrizio… e a complicare le cose giunge la sirena dell’esercitazione anti-inquinamento che li obbliga a trascorrere assieme l’intera nottata, in attesa di ospiti che non arriveranno mai – come non pensare al Beckett di “Aspettando Godot”?. Ma cos’è esattamente quel luogo? Una pensione discreta, un ufficio, una casa editrice o l’anticamera dell’Aldilà? “Forse siamo morti e in attesa di essere giudicati” pensano i tre che reagiscono secondo le personali inclinazioni caratteriali: il commendatore, sentimentale ed emotivo, è spaventato; il capitano, pragmaticamente, non trova niente di misterioso nella situazione e il professore, discepolo del Logos, si aggrappa alla logica per spiegare i fatti. Il sopraggiungere inaspettato della donna delle pulizie (Patrizia Tonsi) insinua ulteriori dubbi: è forse l’Angelo del Giudizio? O la Madonna stessa? Il finale, a sorpresa, non si può svelare… Una black comedy sui generis, in cui morti non ce ne sono, ma la morte aleggia ovunque; una commedia umoristica, piena di gags, degna del migliore varietà; una sorta di trattato filosofico-esistenzialista alla Dario Fo; una pièce di teatro dell’assurdo alla Ionescu.
tre-altalena-1-325x170“Tre sull’altalena” è tutto questo e anche molto di più. Quindi, un cimento non da poco per i tipi del Ronzinante che hanno saputo destreggiarsi con estrema disinvoltura fin dalle scelte inerenti l’allestimento. Per la scenografia, il testo prevede la creazione di un non-luogo e il duo Masullo-Colella – anche scenografi e costumisti per l’occasione – ha optato per la soluzione più neutra possibile, a dispetto di tante esagerazioni viste nel corso degli anni: sullo sfondo, tre porte di legno listellato e un gabinetto-latrina; in primo piano, il “magico” frigo-bar e un buon numero di sedie – ulteriori comparse in azione, vista la gran quantità di volte in cui vengono spostate di qua e di là – e abiti di scena talmente sformati e generici da risultare completamente anonimi. Anche l’uso sobrio delle luci e il ricorso ad una colonna sonora discreta e non invasiva rafforzano quel senso di indeterminatezza che è il mood dominante l’intera pièce.
tre-altalena-6-267x400Ma il vero punto di forza dello spettacolo è il ritmo e il lavoro svolto su di esso dalla coppia registica è ineccepibile. Sebbene non siano previste particolari entrate e uscite di scena, i movimenti degli attori sono sempre perfettamente sincronizzati come nelle migliori pochade: gli spostamenti sono continui, ma costruiti con tale naturalezza che non se ne coglie l’artificiosità. Altro pilastro della commedia sono i dialoghi serrati, infarciti di citazioni dotte e sostenuti da paradossi, da equivoci e da sarcasmi caustici, che gli interpreti padroneggiano con maestria non comune, riuscendo a mantenere alta la tensione emotiva degli scambi verbali, talvolta prossimi all’ira, e a variarne il tono in base al registro di volta in volta necessario. Semmai, è emersa una certa “ansia da prestazione” che, non di rado, li ha portati a precipitare le battute fino a renderle scarsamente comprensibile dal pubblico. Discorso a parte per la famigerata dizione: sdoganato ormai da anni l’uso della cadenza regionale anche nel teatro in lingua, il garbato accento lombardo dell’ensemble non ha affatto stonato, anche in considerazione della comune origine linguistica con Lunari. Il pubblico del Lauro Rossi ha, quindi, ampiamente gradito la performance del “Ronzinante Teatro”, sottolineando i passaggi meglio riusciti con scroscianti risate e generosi applausi a scena aperta. Al termine, gli attori hanno ricambiato un tale apprezzamento e, dal proscenio, si sono dichiarati commossi per la loro prima volta a Macerata, soprattutto, “in un teatro meraviglioso come pochi ne abbiamo visti”. Per loro, dunque, un “bravo” davvero meritato e per la seria ipoteca posta sulla vittoria finale: gli altri contendenti sono avvisati.

tre-altalena-11-650x259

tre-altalena-7-433x650 tre-altalena-8-433x650 tre-altalena-9-650x433 tre-altalena-10-433x650 tre-altalena-2-650x300



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-

Vedi tutti gli eventi


Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X