Il parcheggio del cimitero
sarà “Piazzale al milite ignoto”
APPIGNANO - L'intitolazione è avvenuta durante le celebrazioni del giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Il vicepresidente della Regione Filippo Saltamartini, il sindaco Mariano Calamita e il comandante dei Carabinieri Cesare Proietti
«Celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e rendiamo onore alle Forze Armate che, con la loro dedizione e il loro contributo, hanno consentito all’Italia di divenire uno Stato unito, libero e democratico. Un momento di memoria e di riflessione che tutti noi facciamo oggi più che mai sul supremo valore della pace e della fratellanza tra i popoli».
Così il sindaco di Appignano Mariano Calamita ha parlato nelle celebrazioni cittadine, durante la cerimonia della deposizione della corona d’alloro al monumento dei caduti, che ha visto la partecipazione del vicepresidente della Regione, Filippo Saltamartini, in rappresentanza del governatore Francesco Acquaroli, le autorità civili, militari e religiose, i rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, le associazioni d’arma, gli alunni delle classi quinte della scuola primaria di Appignano e di tanti cittadini.
Una cerimonia sentita e partecipata con le note dell’Inno d’Italia suonato dal corpo bandistico Città di Appignano che è proseguita con l’intitolazione del parcheggio del cimitero come “Piazzale al milite ignoto” dove è stato scoperto il drappo alla nuova targa toponomastica recante il nome.

Il Coro Sibilla
Le iniziative per la Festa dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate sono cominciate già dalla sera prima con lo spettacolo al teatro Gasparrini di Appignano dal titolo “Dal Piave al Monocchia memorie ritrovate” che ha visto l’esibizione del Coro Sibilla Cai Macerata, diretto da maestro Fabiano Pippa con i “I canti della guerra”. Il Coro Sibilla, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come “Coro di interesse nazionale” si è esibito nei canti popolari e canti della montagna della prima grande guerra con i celebri brani “Aprite le porte”, “Bersaglier ha cento penne”, “Stelutis alpinis”, “Balla Marietta”, “Benia calastoria”, “Ai preat, “La leggenda del Piave”, “Il testamento del capitano”, “Zibaldone degli alpini”, “Il signore delle cime” e si è concluso tra gli applausi del pubblico presente in piedi con l’“Inno di Mameli”.
I canti sono stata intervallati da letture sugli spaccati di vita quotidiana di Appignano durante la Prima guerra mondiale tratte dal libro di Mario Buldorini “Appignano 1915-18” e dalle lettere inviate dai soldati al fronte alle famiglie, accompagnati dalla proiezione di fotografie dell’epoca. Per l’occasione al teatro Gasparrini è stata allestita anche la mostra “1915 -1918 Frammenti della Grande Guerra” grazie allo storico Luca Cimarosa che ha esposto una parte della sua suggestiva collezione privata di cimeli della Prima guerra mondiale, tra cui fotografie, armi, medaglie, elmetti e bandiere appartenute ai soldati dei vari fronti.

L’intitolazione del parcheggio del cimitero come “Piazzale al milite ignoto”