«Recuperati 11mila animali
tra mammiferi, uccelli e rettili»

NATURA - Il Centro recupero animali selvatici (Cras) sui numeri della propria attività negli ultimi 3 anni: «C'è stato un incremento del 79,9% con una media del 40% di specie protette». Tra gli ultimi "clienti" c'è un tasso
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Il tasso di nuovo in libertà

 

«Un bilancio più che positivo per il Centro recupero animali selvatici (Cras) a tre anni dalla sua istituzione: 11.715 animali recuperati tra mammiferi, uccelli e rettili che equivale ad un incremento dei recuperi sul territorio pari al 79,9% con una media nei tre anni del 40% di specie protette. Più in particolare recuperati 1.369 animali selvatici nel 2019, 3.401 nel 2020 e 6.944 nel 2021». Sono i dati snocciolati durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede urbinate di Ca’Girone, alla presenza del comandante della Regione Carabinieri forestale delle Marche Gianpiero Andreatta, del vice presidente della Regione Mirco Carloni e del direttore del Cras Marche Angelo Giuliani. Durante la conferenza un esemplare di tasso è stato reinserito in natura dopo le cure necessarie per una ferita al capo.

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Mirco Carloni, vice presidente della Regione Marche

«Il Cras Marche rappresenta una eccellenza nazionale grazie ad una rete strutturata che garantisce assistenza e soccorso per le specie tutelate oltre che sorveglianza attiva per la peste suina africana – si legge nella nota della Regione -. Numeri che se da una parte fanno capire l’utilità di questa struttura che si occupa appunto del recupero e della gestione delle specie tutelate dalla normativa Cites (in particolare testudo) e delle specie aliene (trachemys) rinvenute sul territorio regionale o detenute irregolarmente da privati cittadini e affidate dagli organi di Polizia, dall’altra inducono a riflettere su diversi aspetti dal momento che le cause dei recuperi sono per lo più relative a traumi da investimento stradale o impatto con strutture antropiche, aggressione predatoria, immaturità fisica (pulli e cuccioli), intossicazione/avvelenamento, debilitazione conseguente a patologie infettive e parassitarie e atti di bracconaggio(trappole o colpi di armi da fuoco) – conclude la nota -. Solo nell’anno 2021 i fondi destinati per le attività del Centro da parte dell’assessorato regionale alle Politiche faunistico venatorie e ittiche , guidato dal vicepresidente della Regione, ammontano a oltre 340mila euro con un incremento di più di 100mila euro rispetto agli anni scorsi».

Il Centro si avvale della collaborazione di diverse associazioni, strutture veterinarie private, il servizio veterinario della Regione, ospedali veterinari, oltre che di centri di ricerca universitari e istituti di ricerca nazionali e Carabinieri forestali e tutte le forze dell’ordine.
«Voglio sinceramente ringraziare – dice il vice presidente Mirco Carloni – tutti gli operatori e i volontari del centro che stanno offrendo con efficienza e passione un servizio insostituibile». Il Cras ha anche un altro compito affidatogli dopo i primi casi riscontrati di peste suina africana: è incaricato del recupero delle carcasse di cinghiali sul territorio, potenziali fonti di contagio, e si sta attivamente occupando anche della sorveglianza sanitaria, organizzando i prelievi con le strutture sanitarie locali Asur ed i veterinari ufficiali.



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