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«Acque dei fiumi per Castreccioni,
no al progetto di derivazione:
approvata mozione della minoranza»

SAN SEVERINO - I gruppi d'opposizione: «La nota dolente è che l'iniziativa l'abbiamo dovuta prendere noi, come sempre uniti sui temi strategici per la città, anziché il sindaco, che pure aveva ricevuto un esplicito invito dal presidente della provincia Parcaroli»

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Lago Castreccioni di Cingoli

 

No al progetto di derivazione dell’acqua del Potenza e dello Scarzito verso il lago di Castreccioni a Cingoli. Approvata all’unanimità la mozione presentata dai gruppi di minoranza Insieme per San Severino e San Severino futura, a firma dei consiglieri Tarcisio Antognozzi, Francesco Borioni, Tiziana Gazzellini, Alberto Pilato, Alessandra Aronne. Scrivono i consiglieri di minoranza in una nota: «Due belle notizie ed una molto meno bella dal recente comunale circa la battaglia contro il progetto di prelievo delle acque dei fiumi Potenza, Scarzito e Chienti per rifornire il lago di Cingoli. La prima notizia interessante è che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dai nostri gruppi consiliari di minoranza San Severino Futura e Insieme per San Severino, impegnando il consiglio stesso ad esprimere in forma palese la contrarietà al progetto del consorzio di bonifica e impegnando altresì il sindaco e la giunta a promuovere le azioni necessarie perché tale progetto non venga realizzato. La seconda notizia che può far piacere ai cittadini è che il sindaco ora può operare in tal senso forte dell’espressione unanime sia della sua compagine, sia di tutte le forze politiche presenti». I due gruppi di minoranza rilevano come l’iniziativa sia partita da loro e non dal sindaco Rosa Piermattei: «La nota dolente, invece, (ma non è assolutamente una sorpresa) è che l’iniziativa l’abbia dovuta prendere l’intera compagine di minoranza, come sempre unita sui temi strategici per la città, anziché il sindaco, che pure aveva ricevuto un esplicito invito dal presidente della provincia Parcaroli a coinvolgere il consiglio comunale nella battaglia contro il progetto di prelievo delle acque. La politica non si improvvisa, ma è bene che il sindaco un corso di recupero accelerato (del tipo “sei anni in uno”) lo faccia quanto prima, altrimenti la nostra San Severino rimarrà fuori dai luoghi in cui vengono prese le decisioni, oppure ci entrerà quando tutti gli altri sono già usciti».

(m. or.)

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