Centro Fonti San Lorenzo,
omaggio a Pier Paolo Pasolini
RECANATI - L'appuntamento in programma domani e sabato

Il Centro Fonti San Lorenzo di Recanati rende omaggio a Pier Paolo Pasolini, in occasione del centenario della nascita, realizzando una due giorni intitolata “P.P.P. Pier Paolo Pasolini. 1922-2022 A cent’anni dalla nascita”. Domani e sabato sarà possibile immergersi nel mondo pasoliniano grazie al cinema e ai dibattiti, con la proiezione di due tra le sue principali opere cinematografiche (“Teorema” e “La ricotta”) e un confronto che coinvolgerà esperti del territorio, docenti dell’Università di Macerata e scrittori. Gli eventi, tutti gratuiti, si svolgeranno al Centro Fonti San Lorenzo in via Aldo Moro e al Sotterfugio, aula magna della scuola media Patrizi, spazio recuperato all’interno del progetto di quartiere educante Fonti San Lorenzo. Saranno possibili variazioni tra i due luoghi in base al numero di prenotazioni. Il programma: 4 marzo, Centro Fonti San Lorenzo, alle 21.30 proiezione di “Teorema” [1968, 98 minuti] di Pier Paolo Pasolini, introduce Michele Senesi (per prenotare: https://bit.ly/3M8DX6y, per informazioni: info@centrofontisanlorenzo.it), 5 marzo, Sotterfugio, alle 16 proiezione di “La ricotta” [1963, 40 minuti] di Pier Paolo Pasolini, alle 17 tavola rotonda “L’ultimo eretico. Conversazione a più voci”, con Adrian Bravi (scrittore), Andrea Garbuglia (docente di semiotica), Marcello La Matina (filosofo del linguaggio), Jessica Piccinini (docente di storia greca) e Michele Senesi (regista e sceneggiatore).
«Figura complessa e sfaccettata, Pasolini è stato un intellettuale discusso e capace di produrre spaccature nel senso comune: mai come nei tempi bui di oggi sentiamo la mancanza di figure libere di pensiero e capaci di analizzare e criticare il mondo come è stato capace Pier Paolo Pasolini, nato a Bologna il 5 marzo 1922 – conclude la nota del Centro Fonti San Lorenzo -. Commediografo, regista, poeta, giornalista, scrittore: con le sue opere ha raccontato l’Italia del Novecento, anticipando trasformazioni profonde che viviamo tutt’ora.