Unicam saluta Vincenzo Tedesco
e aspetta il nuovo direttore generale

CAMERINO - Il dirigente svolgerà lo stesso ruolo al Politecnico di Torino. Originario della Calabria, si è subito ambientato nella città ducale, entrando nel vivo della gestione post terremoto

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Vincenzo Tedesco, ex direttore generale Unicam


Vincenzo Tedesco, per quattro anni direttore generale Unicam, ha lasciato Camerino e si è trasferito a Torino. Nel Politecnico piemontese, dove è stato nominato circa un mese fa, svolgerà lo stesso ruolo che aveva nella città ducale. L’ateneo camerte ha già avviato le procedure per la scelta del nuovo direttore generale, che rappresenta una figura chiave nell’organigramma della governance di ateneo.

Un incarico di prestigio quello per Tedesco, che giunge a coronamento di una carriera iniziata con vari ruoli all’università di Pisa, dove si è laureato in giurisprudenza, conseguendo anche un master in gestione delle pubbliche amministrazioni. Direttore generale all’Imt di Lucca, Tedesco è stato chiamato ai vertici di Unicam nel 2017, quando è andato in pensione lo storico direttore generale Luigi Tapanelli, riconfermato a partire dai vari rettori succedutisi dal 2005 in poi. Originario della Calabria, si è subito ambientato a Camerino, entrando nel vivo della gestione post terremoto, proprio quando il rettore Flavio Corradini ha passato il testimone all’attuale rettore Claudio Pettinari. Una figura a tutto campo la sua, che ha dato un supporto notevole in questi anni difficili per tutto l’ateneo. Unicam ha avuto conseguenze pesanti dal terremoto 2016, perdendo gran parte degli edifici in centro storico, compresa la sede principale nel secolare palazzo ducale (per un totale di 45 mila metri quadrati di spazi dedicati sia ad attività didattiche, sia a collegi universitari). Il danno si è riversato anche sul fronte dei posti letto destinati agli studenti universitari: si stima una perdita di mille e ottocento posti letto, in parte compensati dalla costruzione dell’ampliamento del campus donato dalla Croce rossa di Canada e Italia con 132 posti letto e dal gruppo di palazzine in legno ed acciaio, donate dalle province autonome di Trento e Bolzano. L’ateneo in questi anni ha dato prova di grande capacità di reazione, anche grazie al lavoro di squadra posto in essere dai vertici dell’ateneo.

(M.Or.)


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