I ponti della ricostruzione:
quattro pronti entro primavera 2022
Chienti sotto la lente per il rischio esondazioni

FIUMI - Nell'entroterra i lavori del Genio civile proseguono spediti tra Monte Cavallo, Fiuminata e Valfornace con la prima opera che è attesa già per fine anno. Altro fronte è la pulizia degli alvei, a preoccupare le zone di Civitanova e Montecosaro per anni di incuria
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Fondamenta per il ponte a Fiuminata

 

di Mauro Giustozzi

Tra i ponti della ricostruzione nell’alto maceratese che procedono speditamente nella loro realizzazione, e il rischio esondazione per ritardi burocratici a valle del fiume Chienti. Il Genio civile è impegnato su più fronti per monitorare e mettere in sicurezza i corsi fluviali della provincia anche in vista dell’arrivo della stagione invernale che può comportare rischi idrogeologici in più punti del territorio. L’operatività è massima nell’entroterra maceratese dove continua speditamente la ricostruzione di quattro ponti progettati dal Genio civile della Regione.

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Lavori a Monte Cavallo

Il primo, a Montecavallo, vede dei lavori in stato di grande avanzamento ed è già delineato il nuovo assetto idraulico del torrente che in passato era diventato molto pericoloso per il centro storico. Altri due ponti sono in costruzione a Fiuminata dove è avvenuta la demolizione degli esistenti e sono state realizzate già le fondazioni per la realizzazione dei nuovi che sono previsti a campata unica di 35 metri di lunghezza ed in acciaio.

Il quarto ponte, che al momento si trova nella fase di approvazione e pronto per l’appalto, interessa la struttura sulla strada provinciale di Valfornace che sostituirà quello esistente che già ha dimostrato la sua inefficienza a far passare le piene e che ha provocato una importante esondazione del centro abitato. Questo intervento permetterà di eliminare il vincolo alla ricostruzione degli edifici sia pubblici e privati, vincolo applicato a seguito dell’inondazione e della condizione di rischio. In corso di realizzazione anche i lavori di eliminazione delle alberature pericolanti e secche che ostacolano il passaggio delle piene nei comuni di San Severino e Pioraco. Gli interventi che si stanno realizzando nell’entroterra sono finanziati con fondi europei a favore delle zone montane colpite dal terremoto per ridurre il rischio idraulico che fino ad ora si aggiungeva a quello del terremoto. Tutti i cantieri procedono spediti e presto, entro la fine dell’anno per quello di Montecavallo e nella prossima primavera gli altri, è prevista l’apertura dei nuovi ponti.

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Lavori per il nuovo ponte a Fiuminata

Rimane invece ancora in sospeso l’intervento di pulizia dell’alveo del fiume Potenza a Castelraimondo già progettato ma in attesa di finanziamento statale. Diversa la situazione più a valle, soprattutto sul versante del Chienti, dove resta alta l’attenzione sui rischi di possibili esondazioni dei fiumi in caso di precipitazioni abbondanti. Il Genio civile di Macerata è impegnato su più fronti per regimentare i corsi fluviali in vista del periodo più critico della stagione: è vero che le precipitazioni piovose sono diminuite nel corso degli anni, ma allo stesso tempo lo stato dell’alveo e la manutenzione di alcuni tratti dei fiumi non può che preoccupare. Si sta lavorando intensamente per l’eliminazione della traversa di Chiarino di Recanati, che in passato ha provocato esondazioni anche sulla zona industriale a causa della eccessiva elevazione e che ora, grazie all’abbassamento effettuato, permette alle acque di piena di rimanere nell’alveo naturale. Ma ciò che desta particolare preoccupazione nella parte di valle del fiume Chienti è l’elevato pericolo di allagamento, in caso di portata elevata di acqua, che rischiano i comuni di Civitanova, Montecosaro, Porto Sant’Elpidio e Casette d’Ete. Anni di incuria nella manutenzione ha provocato una crescita di alberi che oramai hanno conquistato l’alveo naturale e spingono le piene nelle zone ad alta urbanizzazione e in centri abitati, come purtroppo accadde nel 2011. Su queste zone fluviali resta l’attenzione del Genio civile per cercare di limitare il fenomeno: la situazione singolare è che di fronte ad un finanziamento già assegnato ed un progetto pronto per effettuare le opere indispensabili che risolverebbero in breve tempo la condizione di rischio esondazione sono in corso delle lunghe procedure di autorizzazioni ambientali che stanno ritardando l’inizio dei lavori di almeno un anno. A questo si aggiunga che permane anche la condizione di una fittissima vegetazione che si è sviluppata lungo il fiume che impedisce il controllo degli argini e mette in pericolo i ponti per i troppi tronchi ed alberi intrappolati nelle pile di sostegno.

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Lavori a Fiuminata

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Fiuminata

 



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