“Orientatrice alla felicità” di professione,
Alessia Maracci racconta donne eccezionali:
«Ognuna può essere un modello vincente»
STORIA - La counselor e mamma di Montecassiano ha raccolto in un libro dialoghi intimi e profondi. «Mi rivolgo a tutte coloro che vogliono finalmente osare e avere coraggio per cambiare la loro situazione, che desiderano conoscere ed esprimere la propria parte autentica»

Alessia Maracci e alcune partecipanti alle Serate al femminile
di Francesca Marchetti
Alessia Maracci fa la counselor e la consulente in comunicazione interpersonale, ama definirsi “orientatrice alla felicità”. Vive a Montecassiano con il compagno e i loro figli, un bambino di 10 anni e una bambina di 8. È proprio al compagno che ha dedicato un libro, “Donne eccezionali. Un libro tratto da storie vere” , in cui raccoglie dialoghi intimi e profondi avuti con alcune donne alla ri-scoperta del significato di “essere donna”.

Donne eccezionali di Alessia Maracci
«Tutto gira intorno alla stessa domanda: nasciamo femmine, ma come si diventa donne? – spiega Alessia – Racconto di donne alla ricerca di se stesse e di esempi a cui ispirarsi per vivere appieno la propria natura femminile. Mi rivolgo a tutte coloro che vogliono finalmente osare e avere coraggio per cambiare la loro situazione, che desiderano conoscere ed esprimere la propria parte autentica.»
Il libro, pubblicato da Anima edizioni, è strettamente legato all’omonimo blog e alle “Serate al femminile” che durante la pandemia si sono svolte in via telematica, ma senza perdere autenticità. «Nell’ aprile del 2019 mi sono svegliata nel cuore della notte con il forte impulso a mettere su carta le idee che mi erano venute in mente – ricorda l’autrice – Dalle 4 alle 6 di mattina ho creato l’ossatura del libro, che raccoglie le storie di 6 donne con le quali ho avuto il privilegio di parlare a cuore aperto, e ho ideato le “Serate al femminile”, una serie di incontri formativi sperimentali. Ci riuniamo e ci confrontiamo creando una relazione tra le partecipanti, tutte donne che vogliono stare meglio. C’è un forte spirito di cooperazione, nessuno perde, ogni voce trova il proprio spazio. In ogni riunione si ascolta senza giudizio, si accoglie il racconto di vita dell’altra cercando di aprire la mente.»

Alessia Maracci
«Ho lavorato in ambiti aziendali molto maschili. Diciamolo, gli uomini spesso sono più “leggeri”, non si torturano come noi donne, e anche io spesso mi sono comportata “da uomo”. Ad un certo punto mi sono resa conto che c’era dell’altro dietro alla linearità dei ruoli maschio-femmina. Ho riflettuto, mi sono ricordata di quando a 12-13 anni mi ero fatta una domanda: cosa significa essere una donna? Da lì ho sentito che dovevo occuparmi della questione delle donne nella società, dei modelli che abbiamo fin da piccole, la mamma, le nonne e le zie. Ho capito che la mia vita, come quella di ogni donna, è un puzzle fatto di caratteristiche femminili con cui bisogna star bene. Avere il coraggio di parlarne con altre donne al di fuori della nostra cerchia di conoscenti è il primo passo per migliorarsi.»
Monia, Amalia, Clara, Stella, Agnese e Cristina e le altre sono donne che hanno vissuto delle difficoltà con se stesse e con i familiari, con la società che chiede sempre di più. «Sono modelli vincenti perché sono veri, e ho voluto coglierli con uno sguardo e una narrazione diverse da quello a cui siamo abituate – continua Alessia – Non serve essere sempre vincenti e performanti, bisogna anche saper riconoscere il momento della resa, quando si lascia andare la rabbia e il risentimento in maniera consapevole, non vittimistica. I loro successi sono intimi, non calcheranno mai la scena, ma non per questo sono meno validi. Il messaggio è semplice: tu sei all’altezza di fare tutto, ma in una maniera diversa da come ti hanno detto.»

Alessia Maracci durate una Serata al femminile
«L’espressione dell’essere donna passa attraverso forme molteplici, la trasformazione continua e il coraggio di gettare la maschera e ribellarci a qualcosa che ci spegne, noi che siamo creatici di vita dalle innumerevoli potenzialità, se solo ascoltiamo l’istinto – conclude Maracci – A una settimana dalla consegna del manoscritto, mentre scrivevo le ultime battute, una ragazza si è fatta indietro, dicendo che forse non aveva superato il suo trauma e si sentiva troppo messa a nudo. Non mi sono imposta, ho rispettato la sua volontà. Dopo 2 giorni mi ha richiamato, ci aveva pensato e aveva deciso di continuare con la pubblicazione della sua storia. Da lì ho capito la potenza di quello che insieme avevamo fatto.»