Kill the Covid!, la caccia al mostro
in un reportage horror-rurale
TOLENTINO - La Bura fa paura, E' questa la base del progetto artistico di Sara Aliscioni e Alessandro Bavari che racconta, tra realtà e leggenda, la lotta al virus reso uomo-bestia

Libro Kill the Covid!
di Francesca Marchetti
Sara Aliscioni e Alessandro Bavari, compagni di vita e d’arte, hanno realizzato il libro fotografico-narrativo scaturito dal progetto artistico “Kill the Covid!” (uccidi il Covid). Un reportage dove parole e immagini, di matrice definita dagli autori “horror/rurale”, raccontano la lotta al Covid reso uomo-bestia nella Bura, contrada di Tolentino dove i due artisti amano rifugiarsi.
L’horror ha sempre abitato in provincia. Leggende, miti, superstizioni, stregoneria, boschi, antichi casali infestati da presenze fanno parte dell’immaginario popolare. Il tema che lega passato e presente è la folkloristica “caccia al mostro”, che nell’ultimo anno e mezzo è facile ricondurre al Coronavirus.

Una delle 19 tavole Kill the Covid!
«Tutto il lavoro é stato realizzato ispirati dalle narrazioni popolari, grazie anche alla partecipazione degli abitanti del posto – racconta Sara, fotografa e musicista – Il Covid nel nostro progetto assume sembianze umano-animalesche orripilanti grazie a pratiche di magia popolana, e quindi visibile contrariamente al virus, più facile da individuare e pestare selvaggiamente con zappe, forconi, bastoni per sfogare la frustrazione accumulata, e così vincere. Il linguaggio è molto crudo e grottesco, ma non ha niente a che vedere con l’incitazione all’odio verso gli altri, è la rappresentazione della lotta comune al virus.»

Alessandro Bavari e Sara Aliscioni
Il libro-reportage è composto da 19 tavole fotografiche in bianco e nero che svolgeranno la trama “Kill the Covid!”, 7 ritratti di foto testimonianze, 18 foto dall’archivio storico locale e la parte narrativa con 16 storie di cronaca popolare e il racconto degli ambienti e luoghi in cui si sono verificati i fatti curata da Sara, con la prefazione di Marcello Faletra, noto saggista e filosofo.
«L’idea è nata nel 2020, in pieno lockdown – continua Sara – mio marito Alessandro è un visual artist poliedrico conosciuto anche all’estero, abbiamo in comune la passione per la fotografia. È un visionario, ha voluto imprimere un taglio noir e grottesco al reportage fotografico scattando di notte alla luce nuda e cruda del flash della fotocamera. La messa in scena era già nella mente di Alessandro, per cui sono stati scatti immediati, legati al momento vivo della rappresentazione e non replicabili. Hanno partecipato persone del posto, parenti, amici, conoscenti, in 3 giorni abbiamo organizzato il tutto e di sera si scattava.»

«Io mi sono occupata della parte narrativa, delle foto ai testimoni e della raccolta di foto d’archivio – conclude Sara – Mio padre è di Tolentino, e la Bura era il posto della paura nell’immaginario collettivo, dopo la prima guerra mondiale si sono tramandati racconti sempre più terrificanti, in bilico tra reale e irrazionale, spesso basati su pregiudizi e leggende senza tempo. Da bambina ho ascoltato racconti di fantasmi, lupi mannari, alberi incrociati a simboleggiare la presenza di streghe.
Ci ritrovavamo di sera nell’ara di una vecchia casa colonica, e le anziane incutevano paura a noi piccoli con storie impressionanti, se c’era la luna piena si creava un ambiente suggestivo, teatrale e mistico. Da adulta, oggi, ho intervistato chi è rimasto in vita ma anche i miei coetanei che come me hanno ricordi indelebili. I testimoni nel libro sono numerati come nelle inchieste, alcuni usano il dialetto e da questi ho elaborato 16 storie».
Nessun animale è stato maltrattato durante la realizzazione del progetto. Sara e Alessandro sono vegetariani e trattano male solo le zanzare moleste.
Per approfondire “Kill the Covid!” e gli altri progetti artistici di Alessandro e Sara potete visitare il sito ufficiale o scrivere una email all’indirizzo alessandrobavari@gmail.com.