«Non sarò io il segretario Lega
Ora pensiamo a elezioni e Provincia
Le riaperture post Covid? Merito nostro»
INTERVISTA a Riccardo Marchetti, commissario Marche del partito di Matteo Salvini pronto a cedere il passo a un successore: «Andremo a costituire le varie sedi comunali con gli organismi dirigenziali che saranno eletti da parte dei militanti. Avremmo chiamato i nostri militanti ai congressi già alla fine dello scorso anno, se non fosse arrivata l’ondata pandemica. A noi piace il confronto e il dibattito in presenza, la politica non si fa online»

Riccardo Marchetti, commissario regionale della Lega
di Luca Patrassi
La Lega si rinnova. L’assicurazione viene data da tempo ed è rilanciata in questi giorni dal commissario per le Marche, il deputato Riccardo Augusto Marchetti, umbro di Città di Castello.
Si prova a ripartire con i congressi, allora si faranno?
«Finalmente – dice appunto Marchetti – andremo a costituire le varie sedi comunali con gli organismi dirigenziali che saranno eletti da parte dei militanti. La Lega ha due tipologie di tesseramento, che sono la tessera sostenitore e la tessera militante, che si ottiene lavorando per il territorio. È quest’ultima che offre la possibilità di candidarsi alle varie elezioni e ai congressi. Nel maceratese abbiamo tanti militanti e attualmente sono cinque le sezioni territoriali, ovvero Tolentino, Macerata, San Severino Matelica e Recanati, che al loro interno hanno ciascuna diversi comuni. A queste potranno aggiungersene delle altre qualora in un territorio vi siano almeno cinque militanti, numero minimo per poter richiedere di costituire una nuova sezione».

Il banchetto Lega di oggi in corso Cavour a Macerata con i parlamentari Tullio Patassini, Giuliano Pazzaglini e l’assessore Andrea Marchiori
Bene, quindi cambierete i vertici senza prorogare gli esistenti, come ha fatto la giunta regionale con i dirigenti?
«Sui dirigenti stiamo facendo le giuste valutazioni, serve riflessione soprattutto in piena pandemia. Per quanto riguarda la Lega, sono stato nominato commissario da Matteo Salvini un anno fa; da allora ho imparato a conoscere il territorio e anche le diverse personalità e competenze che componevano la squadra della Lega. Ad eccezione di Macerata, il cui commissario Simone Merlini è stato riconfermato, gli altri sono stati sostituiti per andare a ricoprire ruoli che, dopo alcune valutazioni, ho ritenuto più adatti a loro. Ho lavorato per creare una struttura regionale efficace ed efficiente: siamo l’unica regione italiana in cui la Lega si muove tutti i weekend in modo capillare organizzando gazebo per presentare ai cittadini idee e proposte, a iniziare dalla raccolta di firme a sostegno del Made in Italy. Sono circa cento i gazebo che vengono allestiti con cadenza settimanale nelle Marche».
Torniamo al congresso, con quali obiettivi lo state preparando?
«Avremmo chiamato i nostri militanti ai congressi già alla fine dello scorso anno, se non fosse arrivata l’ondata pandemica. A noi piace il confronto e il dibattito in presenza, la politica non si fa online, preferiamo discutere nelle sezioni guardandoci in faccia e arrivando a una sintesi tra le varie posizioni. Faremo i congressi dopo l’estate, dopo il prossimo turno delle elezioni amministrative. Congressi comunali e provinciali per l’elezione di segretari e direttivi si terranno in autunno, mentre per quanto riguarda il regionale, ci confronteremo con il Segretario Federale per valutare il momento più opportuno».
Nuovo segretario della Lega, ha già un identikit?
«Sicuramente non sarò io, lo decideranno appunto i nostri militanti sulla base delle indicazioni che arriveranno dai territori. Io tornerò nelle Marche da ospite, è una regione che ti fa innamorare, mi ha dato molto e a cui sto dando molto in termini di impegno politico e di presenza».
Prevarrà la voglia di cambiamento o la Lega confermerà l’attuale assetto sul fronte maceratese?
«Non posso prevedere cosa accadrà nei congressi, se i militanti diranno Tizio, Caio piuttosto che Sempronio. Un quadro indicativo lo si avrà dopo i congressi comunali».
Scritto delle questioni interne alla Lega, come trova il panorama politico ed amministrativo delle Marche?
«Molto positivo. Abbiamo vinto tutte le sfide elettorali, dalla Regione fino a Macerata, passando per Senigallia. Ci prepariamo alle prossime consultazioni elettorali sempre con la volontà di candidare le donne e gli uomini giusti non solo per vincere, ma per amministrare: sarà così a San Benedetto, a Porto Recanati e Castelfidardo, dove si andrà al voto in autunno. Sceglieremo i migliori, di concerto con i segretari regionali dei partiti e dei movimenti del centrodestra. Quanto alla Provincia nel Maceratese, la Lega è il primo partito, e credo possa ambire a esprimere un’opinione decisiva sul candidato alla presidenza. Certo, i Comuni più grandi come Civitanova e Macerata hanno un peso, riconosciuto anche dal meccanismo elettorale: dovrà essere una figura in grado di recepire le istanze del territorio e di intercettare consensi ampi e trasversali. Sono tanti i sindaci che ambiscono a questo ruolo, ci ragioneremo».
Sul fronte delle elezioni politiche, dovranno essere fatte delle scelte visto che la riforma elettorale ha ridotto il numero dei parlamentari.
«Sono valutazioni che faremo al termine della legislatura, termine naturale visto che in questa fase, come sottolineato dal premier Draghi, siamo impegnati nel fare le riforme e nel dare servizi, contributi e risorse ai cittadini, senza toglierle come vorrebbe invece fare il Pd con la tassa di successione. Se siamo arrivati a un momento come questo, alle riaperture post Covid, il merito è della Lega e non certo del Pd e di Speranza. Un sondaggio di questi giorni dice, giustamente, che la Lega è il partito che viene percepito dai cittadini come quello maggiormente in grado di incidere sulle scelte del Governo. Il nostro segretario Matteo Salvini va ringraziato per il lavoro svolto a vantaggio del Paese prima che del partito: lo ha dimostrato scegliendo di entrare al governo quando sarebbe stato molto più facile e comodo rimanere fuori a urlare. Ora i fatti ci stanno dando ragione e, quando si andrà a votare, spero che i cittadini premino chi come la Lega è stato determinante per la ripartenza. Crescendo nei consensi, avremo la possibilità di eleggere un maggior numero di parlamentari».


Fosse stato per voi avreste aperto a febbraio dell’anno scorso. Per fortuna all’epoca non contavate niente e tutt’oggi mantenete la stessa posizione. Ben altri decidono le aperture e tutto il resto, seppur con il famoso rischio calcolato e dopo aver proseguito celermente grazie al generale Figliuolo alle vaccinazioni. La Meloni vi sta furbamente massacrando, parte del vostro elettorato si sta trasferendo, e quando arriveranno i soldi del Recovery, Salvini avrà terminato del tutto il suo compito, quello di illudere tramite vuoti slogan possibili elettori. Con i soldi, per La Lega nord che non è quella pittoresca e sciatta di Salvini ma furba, con l’occhio lungo e predatoria, la vostra Lega diventerà del tutto inutile e quella
su, comincerà a pensare ai propri interessi che stanno tutti in Padania. Del resto qual’è stato l’appoggio lega salvini a “prima gli italiani” di cui potete glorificarvi?
autostima ipertrofica? un bel guaio…