Caporalato in un’azienda agricola,
disposto il controllo giudiziario
TOLENTINO - Ad essere sfruttati dei pakistani ai quali i titolari chiedevano di versare i 500 euro previsti per dare il via alla pratica di emersione. Inoltre venivano ospitati, a Macerata, in una casa inagibile e in condizioni di degrado. L'indagine è dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro
Lavoratori sfruttati e sistemati in una casa inagibile e in condizioni igieniche precarie, azienda agricola finisce sotto controllo giudiziario. I carabinieri hanno accertato che l’azienda, con sede a Tolentino, avrebbe sfruttato la possibilità data dalla sanatoria del 2020 che prevede la possibilità di pagare 500 euro per assumere lavoratori clandestini. Somma che deve essere versata, esclusivamente, dal datore di lavoro. Le indagini sulle pratiche di emersione legate alla sanatoria hanno portato i militari del Nucleo tutela del lavoro di Macerata, diretti dal maresciallo Martino Di Biase, ad accertare che una azienda agricola di Tolentino faceva versare, secondo gli inquirenti, i 500 euro previsti per dare il via alla pratica di emesione dal lavoratore stesso. Un caso di caporalato che ha visto come vittime dei pakistani che avevano la necessità di regolarizzarsi. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i dipendenti dell’azienda venivano inoltre ospitati in una casa, a Macerata, che era inagibile (in questo caso l’accertamento è stato svolto insieme alla polizia locale di Macerata) e inoltre in condizioni igieniche precarie. I carabinieri hanno inoltre accertato che i lavoratori non erano stati sottoposti alla visite mediche prescritte per chi lavora in agricoltura. Il pm Enrico Riccioni, che ha coordinato le indagini, ha chiesto e ottenuto dal gip Domenico Potetti di mettere sotto controllo giudiziario l’azienda. Una misura che prevede la nomina di un amministratore giudiziario che affianca il titolare e che consente all’azienda di continuare a lavorare a ai dipendenti di non perdere il lavoro.
(Gian. Gin.)
