Zona rossa ma laboratori in presenza
Genitori e insegnanti protestano:
«In provincia succede solo qui»

RECANATI - La decisione controcorrente della dirigente dell'Iis Mattei ha provocato reazioni anche nel corpo docente: «Non rendiamoci complici della diffusione del virus». Problemi anche sulla Dad: «Siamo costretti ad espletare la nostra attività da scuola anche senza la presenza degli alunni e soprattutto senza che siano stati interpellati gli organi collegiali»
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di Federica Nardi

Domani, mentre i loro coetanei della provincia resteranno in Didattica a distanza, gli studenti dell’Iis Mattei di Recanati, un po’ alla volta per evitare di superare il 50%, si prepareranno per andare a scuola unicamente per frequentare i laboratori. Una decisione controcorrente presa dalla preside dell’istituto Antonella Marcatili, che ha deciso di continuare con i laboratori in presenza anche se in zona rossa.

Premessa: si può fare, è la singola scuola a decidere. Tuttavia è comprensibile che si sia creato scompiglio tra i genitori e gli insegnanti dato che nelle Marche si viaggia con centinaia di contagi al giorno di Coronavirus (ieri altro record con mille positivi), nonostante le restrizioni scattate già nelle scorse settimane e la neo zona rossa regionale. Inoltre, come sottolinea un gruppo di insegnanti della scuola «l’Iis Mattei è l’unica scuola della provincia la cui dirigente ha deciso, in autonomia, di riaprire i laboratori». E a questo si aggiunge anche l’obbligo per i docenti, anche quando in Dad, di andare comunque a scuola per connettersi: «Siamo costretti ad espletare la nostra attività da scuola anche senza la presenza degli alunni e soprattutto senza che siano stati interpellati gli organi collegiali».

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L’iis Mattei di Recanati

Il collegio docenti non è stato sentito in merito nemmeno per riattivare i laboratori, eppure dovrebbe avere una voce in capitolo dato che gli insegnanti rischiano in prima persona di essere contagiati e contagiare. Del resto sempre all’Iis, poco meno di un mese fa, un docente positivo aveva mandato in quarantena sette classi. I genitori hanno protestato vivamente, rappresentando la preoccupazione di aumentare la possibilità di contagio in famiglie dove è già a rischio magari chi lavora o ci sono anziani in casa.

«Sono stati mesi duri per tutti e probabilmente ce ne saranno ancora ma, considerato l’aumento esponenziale dei contagi anche nelle fasce giovanili, i docenti scriventi vogliono difendere il diritto alla salute degli alunni, delle loro famiglie, delle persone fragili e il proprio, invitando i dirigenti scolastici delle scuole “superiori” della provincia di Macerata a pensare al bene dei loro alunni – dicono gli insegnanti, rivolgendosi indirettamente a Marcatili -, annullando l’organizzazione delle attività laboratoriali in presenza e dando la possibilità al personale scolastico di espletare il lavoro in modalità agile, in modo da non rendersi complici della diffusione di questo virus. Siamo in un momento difficile perché il virus è cambiato ed è più trasmissibile a causa delle varianti e quindi crediamo che sia giunto il momento di far sentire pubblicamente la voce degli insegnanti a difesa del diritto alla salute di tutti, nessuno escluso: occuparsi della scuola da parte dei dirigenti scolastici consiste anche nel proteggere la salute degli insegnanti, degli alunni e delle loro famiglie, interpretando con civiltà ciò che spesso le norme scrivono in modo generale e astratto».

Gli stessi insegnanti segnalano anche un’altra situazione a Recanati: «Per conoscenza diretta aggiungiamo che i docenti del Liceo Leopardi di Recanati sono costretti a recarsi a scuola per espletare la Dad pur non avendo nessun alunno in presenza, dato che i piani di studio non prevedono i laboratori».

 

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