Centro fiere, 500 giorni di lavoro:
«Sarà il rilancio della vallata,
demolizione entro aprile» (FOTO)

MACERATA - L’imprenditore Luigi Francucci guida l'associazione di aziende che ha vinto l'appalto per la riqualificazione dell'area di Villa Potenza: «A maggio partiremo con la ricostruzione». Resta il nodo della viabilità: «Quando ero giovane ci volevano dieci minuti per arrivare a Porto Recanati. Non c’era traffico, ora impieghi un’ora»
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di Luca Patrassi (nelle foto di Fabio Falcioni i lavori di oggi)

Un’opera importante quella legata alla riqualificazione del Centro fiere di Villa Potenza. Un appalto da quasi tredici milioni di euro, 500 giorni di lavoro e – soprattutto – la volontà di rilanciare l’intera vallata partendo da una struttura di riferimento storico per il comprensorio. Logiche economiche che si innestano con le ragioni del cuore, quando ai numeri aggiungi i nomi dei protagonisti. A guidare l’associazione di imprese che ha vinto l’appalto è la Francucci srl di Treia, l’imprenditore di riferimento è Luigi Francucci. «Per l’azienda – rileva l’imprenditore treiese – , che ha cinquanta anni di storia, è un motivo di orgoglio aver vinto questo appalto, ma è anche un ritorno alle radici, agli affetti di famiglia. Il centro fiere è infatti una struttura che negli anni Settanta aveva costruito mio padre Giovanni con la Cooperativa muratori dell’indimenticabile ingegner Molinari».

CentroFiere_Villapotenza_demolizione_FF-27-325x217Ora l’opera di demolizione volge quasi al termine: «Sistemati il padiglione A, i parcheggi, la tettoia che conteneva amianto: stiamo selezionando i materiali ed appena ultimata questa fase, partiremo con la ricostruzione del Centro fiere. Penso, saremo in grado di farlo tra la metà di aprile ed i primi giorni di maggio. Poi inizieremo con le fondazioni, la struttura portante sarà pronta per l’estate. Un progetto che è stato curato dai nostri tecnici con il sostegno dello studio Melfi di Isernia. Mi piace anche ricordare l’opera professionale prestata dall’ingegnere Alberto Gigli: il tutto per dare contenuti di avanguardia all’opera, ricostruzione basata su criteri nuovi oltre alla grande cura nell’aspetto, ad iniziare dall’ingresso che sarà particolarmente importante, ai saloni: insomma siamo ad un livello molto alto».

CentroFiere_Villapotenza_demolizione_FF-9-325x217Un’azienda maceratese per un lavoro maceratese, c’è un legittimo motivo di orgoglio, non ultimo il riscontro occupazionale: «a regime nel cantiere lavoreranno venti persone. Un’altra cosa che voglio sottolineare è l’accordo fatto con i sindacati sui controlli: chi entra nel cantiere è monitorato, sia in funzione anti Covid che per sapere chi effettivamente sta lavorando». Cinquecento giorni per la consegna dei lavori. «La consegna è avvenuta venti giorni fa, cercheremo comunque di anticipare il più possibile i tempi, magari finendo prima alcuni padiglioni anche per favorire le attività». Non solo Centro fiere di Villa Potenza, qual è il punto di vista di un imprenditore di lungo corso rispetto alla situazione del mercato e del territorio? «L’azienda – dice Francucci – sta lavorando, in questo periodo l’Anas peraltro ha sbloccato diversi appalti, certo la pandemia rallenta l’operatività ma appunto riscontro che il lavoro in questa fase c’è ».

CentroFiere_Villapotenza_demolizione_FF-23-325x217Quanto al territorio, Francucci offre un’immagine critica ma di assoluto realismo: «Questo del Centro fiere è un bellissimo lavoro che rilancerà una vallata, quella del Potenza, lasciata in disparte. Quando ero giovane ci volevano dieci minuti per arrivare a Porto Recanati. Non c’era traffico, ora impieghi un’ora: basta una bici in transito per bloccare tutto. Lo stesso su altri versanti: in questo periodo sto facendo un lavoro per la Fileni, sulla 502 la viabilità è da terzo mondo, i bilici passano sui viottoli, non si possono chiamare strade. Abbiamo in genere, in provincia e nelle Marche, una viabilità non all’altezza della situazione, siamo gli ultimi. Basta guardare i nostri vicini, dall’Emilia all’Abruzzo fino all’Umbria e al Molise: loro hanno una viabilità al passo con i tempi moderni, noi siamo rimasti ai carri. Ecco, quando si parla di finanziamenti europei e di strategie di sviluppo penso che i nostri amministratori debbano mettere mano alla viabilità». Già, non bastano le idee, le aziende e un bel territorio per competere: ci vogliono anche le infrastrutture e politici in grado di programmare.

Giù il Centro fiere, è iniziata la demolizione

 

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