I deportati della Sierra Leone,
crowdfunding per la docu inchiesta

PROGETTO - Antonio Rignanese di Civitanova e Mauro Piacentini, residente a Fermo, fanno parte di un gruppo internazionale che lavora per raccontare la storia di 3 persone costrette, dopo anni di vita all'estero, a fare ritorno nel loro Paese
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documentario

Un frame del documentario in lavorazione

 

di Laura Boccanera

Partire dalla Sierra Leone in cerca di fortuna, trovarla, momentaneamente, per poi venire deportati di nuovo nel paese d’origine, senza mezzi, e qui, rinnegati dalla propria gente perché tornati senza portare benefici alla comunità, come falliti. E’ uno spaccato di mondo circoscritto, ma mai raccontato quello che si vuole far emergere con il documentario “The years we have been nowhere”. Un documentario inchiesta nato da un gruppo di lavoro internazionale di cui fanno parte due marchigiani d’adozione, Mauro Piacentini, da 10 anni residente a Fermo e Antonio Rignanese da Civitanova. Il progetto nasce dall’incontro con le vite di Sulemain, Madame Manseray e Patrick. Originari della Sierra Leone, immigrati in Europa e negli Stati Uniti dove hanno allargato le proprie famiglie e dove si erano costruiti una nuova vita spezzata  ad un certo punto dalla condanna a tornare in Africa dove vengono rifiutati dalla comunità di origine e si trovano a vivere ai margini della società come paria. Per raccontare le loro vite lì gli autori hanno organizzato una raccolta fondi con un sistema di crowdfunding che permetterà loro di volare in Sierra Leone e raccontare con un taglio antropologico un sistema sociale e politico, le vite da emarginati al quadrato di queste persone senza più identità e Paese. «Raggiungere l’obiettivo ci permetterà di volare in Africa a incontrare i deportati rispediti indietro e le loro famiglie – spiega Mauro Piacentini – vogliamo capire cosa è successo quando Sulemain, Madame Manseray e Patrick sono rientrati, quali strascichi fisici e psichici ha portato l’allontanamento dai propri affetti, scoprire come mai gli unici che si decidono ad aiutarli sono solo coloro che hanno ricevuto sulla propria pelle lo stesso marchio infamante. Successivamente a Berlino e a Londra incontreremo i loro cari per andare a scoprire quali macerie relazionali e affettive i deportati hanno lasciato alle proprie spalle, intervistando chi è rimasto indietro e non ha abbandonato la propria stabilità per andare a riprendere il proprio partner, e i figli cresciuti senza padre o madre, perché la burocrazia si è messa di mezzo». Tra i partecipanti al progetto oltre a Mauro Piacentini che ne è autore e produttore e Antonio Rignanese che riveste il ruolo di digital strategist anche Olivia Godding ex modella e imprenditrice della Sierra Leone, Markadams Kamara, Mike Duff videomaker australiano, Lucio Cascavilla attivista e scrittore. Per contribuire al progetto gofundme.com/f/the-years-we-have-been-nowhere-sostieni-il-doc

 



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