«Servono ristori per il settore benessere:
le attività sono aperte
ma con la zona rossa non verrà nessuno»

CONFARTIGIANATO - Il commento di Daniele Zucchini, Rosetta Buldorini ed Eleonora D'Angelantonio: «Il Decreto Natale manda in picchiata gli incassi e discrimina le attività del comparto. Le estetiste chiuse e i parrucchieri aperti, non capiamo le motivazioni di questa scelta»
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Daniele Buldorini e Eleonora D’Angelantonio

 

«Ci consentono di tenere aperte le nostre attività ma ci tolgono la clientela. Una disposizione priva di senso e lontana anni luce dalle esigenze reali degli acconciatori, per cui il periodo natalizio è quello che assicura il maggior fatturato. Siamo coscienti che l’emergenza sanitaria rimane la priorità, ma occorre salvaguardare il lavoro e le imprese, occorrono ristori per compensare le nostre perdite». Così Daniele Zucchini, acconciatore e Presidente Regionale Confartigianato Benessere, commenta le disposizioni imposte per la categoria dal Decreto Natale, che ripropone nuovamente i divieti di spostamento tra comuni per il periodo delle festività, «limitando in maniera importante l’afflusso di clientela ed incidendo pesantemente sui ricavi del periodo- si legge in una nota – Il Decreto penalizza inoltre ancora più fortemente il comparto estetica, per cui nei giorni di “ zona rossa”, è prevista la chiusura».

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Rosetta Buldorini

«Il provvedimento – afferma in proposito Rosetta Buldorini, presidente Confartigianato Estetica Macerata-Ascoli Piceno-Fermo – discrimina in generale tutta la categoria che dall’inizio dell’emergenza applica rigide misure di sicurezza anti-contagio. Sin dalla riapertura del 18 maggio le imprese di estetica hanno applicato con la massima serietà e precisione i protocolli regionali e le linee guida nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni, intensificando le già rigide misure igienico sanitarie previste dalle leggi di settore, ed impegnandosi nella riorganizzazione delle proprie attività per garantire la tutela massima di clienti e dipendenti – aggiunge la Presidente. Per questo vogliamo capire le ragioni che hanno guidato il Governo nel prendere la decisione di consentire l’attività dei parrucchieri, a differenza delle estetiste. Se la misura presa fosse motivata, potremmo arrivare ad una condivisione, ma non senza motivazioni». «Il comparto benessere è in sofferenza già da giugno scorso, periodo in cui è iniziato il pesante calo della clientela, fermi restando tutti i costi fissi che incidono sulle attività in maniera importante – dice Eleonora D’Angelantonio, responsabile Benessere-. Auspichiamo quindi che i ristori previsti dal Governo siano realmente adeguati a compensare le perdite subite dalle imprese, sia dal punto di vista della quantità delle risorse messe in campo, sia nel tenere conto di tutte le attività collegate a quelle soggette a chiusura, senza discriminazioni tra le categorie. Le nostre imprese hanno bisogno di certezze e di chiarezza, e di ristori commisurati ai cali di fatturato».



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