Appropriazione indebita
della polizza:
«I subagenti non hanno colpe»

IN AULA - Il legale della coppia di Sarnano finita sotto accusa al tribunale di Macerata. «La responsabilità dei fatti se l'era assunta il titolare della Unipol di Servigliano, che ha patteggiato. Da troppi anni i miei clienti sono sotto accusa per questa vicenda»

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Subagenti sotto accusa per appropriazione indebita del premio di assicurazione di una automobilista, il legale dei due imputati, Luciano Magnalbò: «Sono totalmente estranei ai fatti. Il responsabile di tutto, Giuseppe Ciambechini, 42 anni, di Servigliano, (titolare all’epoca dell’assicurazione Unipol Sai di Servigliano, ndr), si riconobbe colpevole e patteggiò». Tutto era iniziato con un incidente stradale, avvenuto nel 2014 con una automobilista che scoprì di non essere assicurata, nonostante avesse pagato il premio di 830 euro. Così è partita una denuncia e si è aperto un processo al tribunale di Macerata con tre persone imputate. Appunto Ciambechini, che alla prima udienza ha patteggiato, e i due subagenti, Patrizia Verolini e Umberto Zamponi, moglie e marito, di Sarnano.

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Luciano Magnalbò

«Ciambechini, andato in default nel 2014 con la sua agenzia di assicurazioni, si riconobbe lui il colpevole e patteggiò, dichiarando che la somma del premio di assicurazione versato dalla signora gli era stata regolarmente versata dal suo subagente di Sarnano da me difeso – dice l’avvocato Magnalbò -. Malgrado fosse perfettamente a conoscenza della circostanza la signora ha presentato denuncia querela contro tale subagente nonché contro sua moglie, e la causa si sta trascinando avanti dal 2016. Verrà finalmente discussa il primo aprile 2021. Va anche specificato che il processo si trascina da cinque anni in quanto la facoltosa parte civile si ostina a pretendere un risarcimento morale di migliaia di euro perché patì tanto nel sapere che ne aveva versati a vuoto 830, poi in realtà riaccreditati dalla Compagnia Assicuratrice senza nulla farle perdere, e pagando i danni del sinistro alle vetture». Al processo parte civile è l’automobilista, assistita dall’avvocato Leide Polci.

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