Scopre di non avere la polizza
dopo un incidente sulla Sp78:
nei guai agenti assicurativi

IN AULA - Una ragazza di Colmurano ha fatto denuncia e ora due subagenti sono imputati di appropriazione indebita al tribunale di Macerata
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Un brutto incidente, con tre auto coinvolte e grossi danni alle vetture: da lì è partito tutto per una ragazza di Colmurano, oggi 32enne, che ha scoperto di non avere l’assicurazione e si è vista fioccare richieste di risarcimento. Assicurazione che la ragazza aveva fatto, e il suo legale, dopo essere riuscita a sistemare la situazione sul fronte civilistico, aveva poi fatto denuncia. Sotto accusa sono finiti il titolare dell’agenzia, che ha patteggiato alla prima udienza, e due subagenti che devono rispondere di appropriazione indebita. L’incidente stradale era avvenuto lungo la strada provinciale 78 nel 2014. La responsabilità era caduta su di una automobilista, i carabinieri avevano preso i dati dell’assicurazione e per fortuna non c’erano stati feriti gravi anche se le auto avevano riportato parecchi danni.

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L’avvocato Leide Polci

A distanza di qualche mese però era venuto fuori che la ragazza non aveva una polizza assicurativa, nonostante però lei avesse pagato 830 euro per fare l’assicurazione. Il legale della ragazza, l’avvocato Leide Polci, a quel punto ha fatto denuncia. Nel frattempo l’assicurazione, la Unipol Sai, ha accettato, dopo parecchi mesi, di fare una nuova assicurazione alla ragazza per pagare i danni dell’incidente, anche perché i carabinieri al momento dei rilievi avevano annotato il numero del tagliando assicurativo della ragazza. Sotto accusa per appropriazione indebita degli 830 euro dell’assicurazione sono finiti Giuseppe Ciambechini, 42 anni, residente a Servigliano, che ha patteggiato alla prima udienza, e che era sotto accusa come titolare della Unipol Sai di Servigliano, Patrizia Verolini e Umberto Zamponi, entrambi di Sarnano, in qualità di subagenti. Il processo, in corso davanti al giudice Paolo Properzi del tribunale di Macerata, è stato rinviato al primo aprile per la discussione. L’accusa è sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo. Verolini e Zamponi respingono le accuse e sostengono di aver agito regolarmente e di non essersi appropriati di alcuna somma. Sono difesi dall’avvocato Luciano Magnalbò.

(Gian. Gin.)



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