“Macerata città amica”,
un progetto che il Covid non ha fermato

AFAM - Il vescovo Nazzareno Marconi ha officiato la celebrazione rivolta alle persone affette da demenza e a chi le assiste, trasmessa anche in collegamento streaming. La presidente Alzheimer Uniti Marche Manuela Berardinelli non si lascia scoraggiare dalle difficoltà dell'anno segnato dalla pandemia ma non nasconde l'amarezza: «Nei vari provvedimenti governativi non c'è stato un finanziamento specifico per le demenze»

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Il vescovo Marconi durante la messa

 

di Mauro Giustozzi

Nemmeno il covid ha fermato quello che negli ultimi anni è un evento molto atteso organizzato da Afam, Alzheimer Uniti Marche onlus, e cioè la liturgia per le persone con demenza che viene officiata in vista delle festività natalizie. Giovedì pomeriggio nella chiesa di Santa Croce il vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, ha officiato questa celebrazione particolare anche nel suo svolgimento rivolta alle persone affette da demenza e a chi le assiste. Che quest’anno ha visto la partecipazione in presenza di circa 60 persone nella chiesa di Santa Croce, tutte distanziate, con tutti i protocolli di sicurezza anti covid adottati, ma soprattutto con molte più persone in collegamento streaming attraverso varie piattaforme digitali che hanno trasmesso l’evento.

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Manuela Berardinelli

«Quest’anno più che mai c’è la necessità di essere vicini anche se distanti fisicamente  – ha sottolineato Manuela Berardinelli, presidente di Afam Marche – e pregare insieme ricordando le persone che ci hanno lasciato a causa del covid. E’ stato un momento emozionante da vivere in comunità per fare sentire il sostegno alle persone fragili, agli anziani, a tutto il personale socio/sanitario, ai volontari, alle tante persone che soffrono. C’è stata la partecipazione anche delle istituzioni, con gli assessori comunali Marco Caldarelli e Francesca D’Alessandro, segno della vicinanza dell’amministrazione al progetto “Macerata città amica della persona con demenza” di cui anche questa liturgia fa parte, ma un ringraziamento particolare lasciatemelo fare al nostro vescovo Nazzareno Marconi che è sempre vicino alle iniziative che Afam organizza e che soprattutto in questa circostanza ha tenuto un’omelia che ha toccato i punti importanti di questa fragilità che tutti stiamo vivendo, figuriamoci poi le persone che sono affette da demenza, e della necessità di fare comunità anche in tempi in cui purtroppo il distanziamento porta ad allontanare le persone invece che a riunirle e farle stare assieme. Nella celebrazione sono stati ricordati tutti gli operatori socio sanitari che sono in prima linea con tanto impegno ed abnegazione e c’è stato anche un momento di preghiera per i tanti che ci hanno lasciato a causa del covid. E’ stato un momento di grande unità, poche le persone in presenza rispetto ai 3 anni scorsi quando si è tenuto questo appuntamento liturgico, molti coloro che lo sono stati attraverso lo streaming, di una comunità che tale vuol restare anche in questo momento complicato della nostra storia».

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L’assessore Francesca D’Alessandro

E’ chiaro che le difficoltà vissute in questo 2020 dall’associazione Alzheimer Uniti Marche sono state molteplici perché il distanziamento, l’impossibilità di potersi ritrovare in presenza, il senso di comunità ferito dall’esplodere della pandemia ha rallentato, ma non fermato, il progetto sperimentale di Alzheimer Uniti Italia “Macerata città amica della persona con demenza”. «Stiamo vivendo un periodo complesso e difficile, per tutti, per la persona fragile e le famiglie tutto si amplifica, il quadro diventa drammatico – prosegue la presidente Berardinelli – . Come Afam stiamo portando avanti da anni con l’amministrazione comunale e le università delle Marche il progetto sperimentale di Alzheimer Uniti Italia della città amica ha nei principi della socialità e l’inclusione i fondanti di questo cambio di mentalità che noi amiamo definire come il rinascimento del sociale. E’ chiaro che in questo momento parlare di socialità sembra assurdo, proprio per questo ci siamo impegnati maggiormente per fare sì che distanti fisicamente fossimo vicini socialmente in una quotidianità per le persone malate e le famiglie già faticosa prima del covid e tragica adesso. Attraverso un numero telefonico dedicato (tel:3779841431), con dei webinar, i video specifici di consigli per impiegare al meglio la giornata, gli eventi in streaming. Fermo restando che nell’immediato futuro proseguiremo ad avere eventi a distanza tramite i mezzi digitali, però ci stiamo attivando con i vari attori del territorio per potenziare l’assistenza domiciliare anche in un periodo molto difficile come questo, stiamo inoltre dando alla Città amica altre soluzioni compatibili con l’emergenza».

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L’assessore Marco Cardarelli

Tra le problematiche che impattano in questo lungo periodo legato alla pandemia da coronavirus c’è anche quello del reperimento di fondi a sostegno di Afam, visto che eventi, manifestazioni, incontri in presenza non si possono svolgere ed è quindi difficile poi poter avvicinare da parte dell’associazione potenziali persone che possano elargire donazioni a favore di questa azione a supporto delle persone con demenza. «E’ chiaro che in questo momento mancano tutte le possibilità per reperire fondi che ci sostengano, -conclude Manuela Berardinelli – in un periodo ripeto in cui il quadro è ancora più tragico. Ma non è questo il punto della questione: c’è l’amarezza profonda che nei vari provvedimenti governativi non ci sia stato un finanziamento specifico per le demenze, abbiamo scritto come Alzheimer Uniti Italia sia al ministro Speranza che al vice Sileri, ma senza successo alcuno. Questa è una sfida che possiamo vincere solo se facciamo squadra, politica compresa, occorrono azioni coordinate coinvolgendo chi vive in prima linea il problema, con la finalità di prenderci cura della persona fragile».

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