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Settore giovanile della Lube,
coach Zamponi scalpita:
«Mancano gli allenamenti dal vivo»

VOLLEY - Il tecnico racconta il momento particolare, con le attività sospese da settimane: «Con i ragazzi programmiamo sedute fisiche regolari in videoconferenza, ma appena sarà possibile torneremo in palestra»

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Matteo Zamponi

 

Le attività del volley giovanile sono sospese da settimane e la Lube Volley attende segnali in vista di una ripartenza. A scalpitare non sono solo gli atleti, ma anche i tecnici come Matteo Zamponi, marchigiano doc alle redini di Prima Divisione, Under 15 A, Under 14 B, Under 13 A e assistant coach della U17 B. Ex schiacciatore dalla carriera ventennale, Zamponi ha deciso di chiudere il cerchio “in famiglia”. Un’avventura iniziata con il percorso formativo nel vivaio biancorosso, decollata con il triennio nella prima squadra della Lube in Serie A1 e proseguita con numerosi ingaggi tra Serie A e B. Una volta chiuso con il volley giocato, il gigante dal cuore biancorosso ha seguito la vocazione da allenatore per trasmettere la sua pallavolo ai giovani. Cinque anni fa Matteo ha raggiunto un accordo con la cantera della Lube e il suo impegno lo ha poi portato anche a prendere il timone tricolore della Nazionale Italiana Sordi. «Con i ragazzi programmiamo sedute fisiche regolari in videoconferenza, ma i veri allenamenti ci mancano – dice Matteo Zamponi  – . Appena sarà possibile torneremo in palestra. Il periodo è particolare, ma non mi scoraggio e poi qui alla Lube mi sento davvero in famiglia. Vesto i colori della società che mi ha lanciato nel mondo del volley e che a fine carriera mi ha affidato una buona parte dei propri giovani al momento di riformare il vivaio. Tutto questo mi inorgoglisce, devo molto al club. Anche la nomina di CT della Nazionale Sordi, con cui affronterò le Olimpiadi del 2021 in Brasile, è in parte legata alla visibilità mediatica ricevuta. Alleno da cinque anni e ho capito strada facendo come far metabolizzare ai ragazzi quanto sia importante il sacrificio ai fini di un risultato, dentro e fuori dal campo, sportivo e nella vita di tutti i giorni. Un concetto che in passato si dava per scontato. Oggi serve una comunicazione mirata per fare breccia nei giovani».

 

 


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