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I cento anni di Lea Giuggioloni,
storica maestra civitanovese

TRAGUARDO - Gli auguri all'insegnante di Fontespina, conosciutissima in città

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Lea Giuggioloni

 

Cento anni per Lea Giuggioloni. Traguardo del “secolo” per la storica maestra civitanovese. Se il Covid non ci avesse messo lo zampino avrebbe festeggiato invasa dall’allegria della sua famiglia, delle figlie, dei nipoti che avrebbero voluto fare una piccola festa da ricordare con foto e abbracci tutti i momenti della sua intensa vita. Ma il periodo storico non lo consente e così solo l’abbraccio virtuale e gli auguri della comunità arriveranno alla storica maestra di Fontespina. Per tutti era “La maestra Fedeli”. Eppure non era stato facile “farla studiare”, ci si misero di impegno le insegnanti della scuola per convincere i genitori che quella bambina non era destinata alla vita di campagna ma alle cattedre delle scuole. E alla fine la spuntarono.  Dopo gli studi magistrali a Camerino Lea torna a Civitanova a 19 anni dove ad aspettarla c’erano i genitori Carlo ed Ena (detta Narcisa) e i suoi tre fratelli: Antonio, divenuto poi lo storico “macellà de Sammaró”, Graziella e “Pippì de Carlùccio” storico “macellà de piazza”. Dapprima lavora come ragioniera per la fabbrica Cecchetti e in banca. Ma è nel 1950 quando esce il concorso per l’insegnamento nelle scuole elementari, atteso a lungo da tanti e ripetutamente rimandato per le difficoltà dovute ai conflitti bellici che Lea finalmente diventa insegnante. E dire che nel frattempo aveva anche messo su famiglia e aveva un bimbo di 5 anni. I primi ruoli sono nelle sedi suppletive di Gaglianvecchio (frazione di San Severino) e di Monteserico (allora frazione di Civitanova), che, considerati gli scarsi mezzi dell’epoca, raggiungeva con non poche difficoltà in sella al suo ormai inseparabile Mosquito. Dopo qualche tempo riesce finalmente ad ottenere una cattedra definitiva a Fontespina dove, data la longevità del servizio, riuscirà a seguire generazioni della stessa famiglia. Nel suo ruolo di maestra è particolarmente conosciuta, amata e apprezzata da genitori e alunni, tra cui spiccano anche quelli che oggi sono imprenditori e volti noti della città. Nonostante il secolo di vita appena conquistato è ancora giovane e arguta nello spirito e lo è soprattutto agli occhi di chi l’ha avuta come insegnante, che la ricorda ancora con grande affetto, così come lei ricorda molti nomi e aneddoti di tanti anni di dedizione appassionata all’insegnamento. Appassionata fino al punto da chiedere, a suo tempo, la possibilità di proseguire nell’insegnamento fino all’età di 70 anni, nonostante avesse già da molto superato la soglia del pensionamento, tanto che ci volle il benestare di un ispettore ministeriale a convalidarne l’integrità psico- fisica. In un giorno così importante e storico i nipoti, affezionatissimi, avrebbero voluto degnamente festeggiarla organizzandole una particolare festa di compleanno, una festa di quelle da ricordare, di quelle che probabilmente l’avrebbero anche messa un po’ in soggezione, vista la sua riservatezza e la sua avversità per i clamori e le luci della ribalta. E allora a Lea da nipoti ed ex alunni va il ringraziamento per quanto ha saputo dar loro come maestra, zia, nonna, bisnonna: insomma una grande, grande maestra di vita.


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