La cura al diabete non si ferma:
«In presenza solo i casi urgenti,
speriamo presto di rivedere i pazienti»
INTERVISTA - Il 14 novembre è la Giornata mondiale, ma non ci saranno iniziative a causa del Covid. Una occasione comunque per fare il punto con il direttore dell’unità di Diabetologia e di Nutrizione Clinica dell’ospedale di Macerata, Gabriele Brandoni

Gabriele Brandoni, direttore dell’unità di Diabetologia e di Nutrizione Clinica dell’ospedale di Macerata
di Luca Patrassi
La Giornata mondiale del diabete si celebra ogni anno il 14 novembre per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione e cura del diabete e soprattutto delle sue complicanze, che insorgono in modo silente già molti anni prima di quando si manifestano. Quest’anno, a causa dell’emergenza Coronavirus, non sarà possibile andare in piazza ma si vuole comunque inviare messaggi di tipo educativo e informativo alle persone che vivono con il diabete.
Gabriele Brandoni è il direttore dell’unità di Diabetologia e di Nutrizione Clinica dell’ospedale di Macerata. Quali sono le iniziative che avete messo in programma?
«Lo scorso anno avevamo fatto delle iniziative di prevenzione con il Rotary club in diverse piazze della provincia maceratese, quest’anno non possiamo assolutamente far nulla per via dell’ondata pandemica, per l’occasione avevamo organizzato anche un convegno sulle Complicanze del diabete ma abbiamo dovuto rinviarlo a maggio»
Quali sono i problemi del vostro lavoro in questa fase di emergenza?
«Il nostro lavoro è cambiato molto, stiamo vedendo in presenza solo le urgenze e tutti quei pazienti che necessitano di un cambio di terapia. Tutti gli altri pazienti li vediamo via social, li seguiamo via mail, loro ci mandano esami e noi mandiamo le risposte. In ospedale a Macerata abbiamo fatto ad oggi lo stesso numero di prestazioni dello scorso anno, non abbiamo lasciato nessuno indietro. Sui diecimila pazienti visti in Av3, il 75% viene gestito dalla Diabetologia di Macerata, anche nei vari ambulatori di Tolentino, San Severino, Loreto e Recanati».
Quali sono le indicazioni per la prevenzione del diabete?
«In questo momento dobbiamo essere molto attenti all’alimentazione e all’attività fisica per ridurre il carico di farmaci, attività fisica possibile solo all’aria aperta perchè molte strutture sono chiuse per il discorso Covid».
Chi cercasse informazioni in questa fase?
«Ci sono gli specialisti e si può seguire il sito dell’Associazione medici diabetologici, la Amd».
Il fronte della cura della malattia quali novità ha registrato?
«E’ uscita una serie di nuovi farmaci su mercato – le Sglt-2 o glifozine , analoghi del Glp-1 glucagon-like peptide 1, Dpp IV o gliptine – che ci stanno dando una grossa mano dal punto di vista della sicurezza, evitano le ipoglicemie e le somministrazioni giornaliere, in alcuni casi i farmaci vengono assunti settimanalmente».
I numeri nel nostro territorio e quelli del reparto che dirige, quali sono e quali riflessioni suggeriscono?
«In provincia tutto sommato la Diabetologia sta tenendo discretamente bene: anche se c’è stata la deroga al piano terapeutico se scaduto, noi lo abbiamo fornito aggiornato a tutti, tutti i medici di base hanno il quadro aggiornato dei pazienti. In regione i pazienti sono 63mila, 10mila quelli dell’Area Vasta 3: il 15% dei pazienti marchigiani viene seguito da Macerata»
La risposta in termini di servizi e di strutture è adeguata?
«In questa fase le visite sono distanziate di 30 minuti con 10 minuti di intervallo per la sanificazione dei locali: abbiamo ridotto le visite in presenza, aumentato quelle online, il lavoro si è trasformato. In questa situazione pandemica, rispetto ad altre patologie, i nostro pazienti sono avvantaggiati».
Un auspicio?
«Rivedere il prima possibile i pazienti in presenza: dunque ambulatori pieni e in sicurezza: il paziente ha bisogno del contatto con lo specialista».