Elezioni provinciali verso il rinvio,
l’intramontabile Pettinari resta in sella
Per il post il nome caldo è Parcaroli

IL PRESIDENTE uscente, in carica dal maggio 2011, va verso l'ottavo lustro di servizio nell'Ente. Il rinnovo, previsto per dicembre, con ogni probabilità slitterà a fine marzo causa Covid. Il successore dovrebbe essere il sindaco di Macerata che punta al doppio ruolo
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Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata dal maggio 2011

 

di Luca Patrassi

Già la prima nota biografica suggerisce che Antonio Pettinari è uno difficile da affondare: è nato il giorno di Natale, i biografi per la verità non si spingono oltre e non rivelano se il parto sia avvenuto durante il giorno o nella notte. Fatto sta che il nostro presidente della Provincia frequenta, a vario titolo, la Provincia di Macerata dal 1985. Probabilmente un record assoluto per l’Ente, qualcuno aveva ipotizzato di succedergli nel prossimo mese di dicembre per effetto del fatto che sono previste per il 13 le elezioni di rinnovo del Consiglio provinciale e del presidente. Elezioni indirette per effetto della riforma Renzi – i più audaci pensavano fosse sufficiente a chiudere forzatamente la parentesi politica del nostro – ma Pettinari è sopravvissuto anche all’ex premier e anzi ha anche affrontato una seconda elezione vincendola a sorpresa. Dunque, Pettinari. La fine dell’impero treiese in Provincia non sembra al tramonto, le elezioni  fissate per il prossimo 13 dicembre sembrano destinate a rinvio per effetto del Covid. Anzi l’ipotesi di proroga era stata inizialmente inserita nella bozza del decreto Ristori, ma è poi stata cancellata. In effetti la parola Ristori con le elezioni provinciali sembra mal collegata, lascia pensare che si stia parlando di enogastronomia. L’Upi, l’Unione delle Province Italiane, aveva già chiesto il rinvio delle elezioni alla prossima primavera e il Governo sembra propenso a prenderla in considerazione. Nella prima stesura del decreto Ristori, infatti, si leggeva che la proposta normativa ha «l’obiettivo di differire la data delle elezioni provinciali dal 13 dicembre prossimo al 28 marzo 2021 in considerazione dei rischi di contagio che derivano dal protrarsi della pandemia da Covid-19». Le ragioni indicate dall’Upi: «E’ fondamentale dare continuità all’azione svolta fino ad ora dalle amministrazioni nella gestione della pandemia. In caso di nuove elezioni, servirebbe del tempo ai neo eletti per comprendere il funzionamento della macchina gestionale e, in un periodo così delicato, è meglio dare continuità a chi sta già lavorando attivamente».

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Antonio Pettinari è stato tra i primi a festeggiare l’elezione di Sandro Parcaroli a sindaco di Macerata

Torniamo da Pettinari che, nel caso di rinvio, entrerebbe nell’ottavo lustro di servizio in Provincia: ha fatto il consigliere (di maggioranza e di opposizione), l’assessore ai lavori pubblici, il vicepresidente di Franco Capponi, l’altro treiese che ha poi battuto alle elezioni del dal maggio 2011 quando l’Udc si alleò col Pd. Poche settimane fa il buon Tonino fa ha anche “rischiato” di fare l’assessore nella giunta comunale a guida Parcaroli, ora potrebbe andare in proroga fino alla prossima primavera. La data ipotizzata del 28 marzo è comunque indicativa: il Governo deve appunto confermare l’ipotesi del rinvio e comunque le elezioni provinciali sono subordinate all’assenza di concomitanti elezioni comunali nella provincia maceratese, nel qual caso quelle provinciali verrebbero ulteriormente differite di qualche mese per permettere alle municipalità neoelette di insediarsi.

Un consiglio a chi voglia affrontare una riforma delle Province: sentite prima che progetti ha Pettinari. Dando per possibile che, prima o poi, si torni a votare per il rinnovo del Consiglio provinciale e del presidente, lo scenario politico non offre molte indicazioni. Anzi, forse, solo una: quella del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli che punterebbe al doppio ruolo. Il centrodestra ha la stragrande maggioranza nei Consigli comunali del territorio provinciale, ha tutti quelli di maggior rilievo e peso elettorale. Inoltre i possibili motivi di tensione interna sono cancellati dalla norma che esclude la possibilità di candidarsi a presidente per i sindaci le cui municipalità vadano al voto entro i diciotto mesi successivi come nel caso di Civitanova e di Tolentino. E Pettinari non è ricandidabile. Quanto al centrosinistra chance vicine allo zero, giusto una eventuale candidatura di bandiera per testimoniare una presenza. Di municipalità democrat ne sono rimaste pochine in giro per la provincia e qualche volta anche allontanate dalle varie correnti.

 

 



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