Italia Viva propone a Parcaroli
il Distretto urbano del commercio

MACERATA - Il coordinatore provinciale Antonello De Lucia ha incontrato il primo cittadino: «Vogliamo essere un'opposizione attenta ma anche propositiva». Mano tesa sul rilancio economico, critiche su Ztl e chiusura dei progetti di accoglienza

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Antonello De Lucia (coordinatore provinciale Italia Viva)

 

Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli l’aveva detto fin dall’inizio che era aperto a collaborare con le minoranze e Italia Viva l’ha preso in parola. La prima proposta sul tavolo del primo cittadino è il Distretto urbano del commercio (link al documento).

«Si tratta di uno strumento utilizzato anche da altri contesti – spiega Antonello De Lucia, coordinatore provinciale di Italia Viva insieme a Teresa Lambertucci -. Si crea un soggetto giuridico a se stante, con la possibilità collegata di accedere a finanziamenti pubblici ed europei. Ma non solo, perché si tratta di creare una cabina di regia permanente per mettere a fuoco obiettivi specifici per delle zone della città. Nel nostro caso penso al centro storico, Villa potenza, Piediripa, eccetera. Insomma, per fare una concertazione fatta in maniera sinergica che di solito si dice ma poi non si fa». Parcaroli, dice De Lucia, «è disponibile a parlare. Lo abbiamo incontrato e ha apprezzato il fatto che presentassimo una proposta. Per realizzare il Distretto inizialmente non serve un budget ma l’impegno di mettere i soggetti intorno a una struttura giuridica che è una associazione di scopo, nulla di trascendentale. Abbiamo già proposto in via generica associazioni di commercianti, Confcommercio, Confesercenti ma anche associazioni di Macerata e di cittadini che hanno scopi specifici. Serve un progetto strutturale per le zone urbane con un focus dedicato al commercio».

In questa proposta Italia Viva rivendica il suo ruolo di «opposizione attenta e responsabile, senza sconti, ma anche propositiva e con spirito collaborativo, senza pregiudiziali. A Parcaroli diciamo: “Ecco le nostre idee”. I giorni che stiamo vivendo sono difficili ed intensi e chi governa è sottoposto a pressioni e variabili molto complesse. Per tale ragione tutte le forze politiche devono porsi in un’ottica di responsabilità che, per chi come noi in città si trova all’opposizione, vuol dire anche prospettare soluzioni propositive e collaborative, senza rinunciare allo stesso tempo ad esercitare la doverosa opera di monitoraggio e contrasto di scelte che non si condividono».

L’idea con il sindaco è stata portata avanti anche in sinergia con il consigliere eletto di Italia Viva, Ulderico Orazi: «Il proposito di Parcaroli di lavorare nella direzione di un cosiddetto “Centro Commerciale Naturale” ci ha fatto subito notare alcune analogie con i nostri intenti di agevolare una un’evoluzione del commercio cittadino e vorremmo quindi invitare il sindaco a prendere vantaggio da esperienze e strumenti di successo già utilizzati da altri (si vedano in particolare i casi di alcune realtà lombarde), ottimizzando risorse e dandovi concretezza operativa», aggiunge De Lucia.

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La riapertura del centro alla circolazione delle auto

Il coordinatore non lesina comunque critiche su due decisioni recenti della Giunta. In primis l’apertura della Ztl: «Riguardo al commercio, ad onor del vero, la scelta di questi giorni di riaprire la Ztl non ci vede particolarmente concordi, non per questioni dogmatiche ma perché è evidente ai più che la soluzione per il commercio in centro storico non passa attraverso la vecchia diatriba “apriamo tutto o chiudiamo tutto”, ormai dovrebbe essere assodato – dice De Lucia -. Non è per queste ragioni che le persone non fanno acquisti in centro (tra l’altro in questi giorni di crisi da Covid-19 è anche doveroso lavorare per limitare spostamenti ed ingressi, ristornando semmai con tutto il supporto possibile le attività colpite dalla crisi economica da Covid-19); ad ogni modo, la tempistica indicata dalla Giunta per una valutazione sui risultati della apertura della Ztl è Gennaio, si vedrà presto all’atto pratico che “aprire tutto” non risolve alcunché (forse, direbbe qualcuno, come il “chiudere tutto” indiscriminato: come spesso avviene la strada bisognerebbe cercarla in soluzioni più articolate, che si incontrano nel percorso tra gli estremi)».

Ultimo commento di De Lucia sulla sospensione del progetto di accoglienza Siproimi: «Una scelta sbagliata nel merito dal nostro punto di vista: se l’obiettivo era quello di contribuire al miglioramento della sicurezza percepita in città, come dichiarato, ebbene il progetto in questione non ha nulla a che vedere con questo aspetto, essendo i beneficiari completamente avulsi da contesti delinquenziali ed essendo titolari di tutela internazionale ben identificati ed inseriti all’interno di un contesto ben noto. Questa scelta, come già detto molto bene da altri, rischia anzi di rivelarsi controproducente, catapultando il Comune nella dinamica dei Cas, in cui l’Ente non avrebbe più né controllo né gestionale, anche in termini numerici (tradotto: potrebbe aumentare il numero di presenze, anziché diminuire!). E’ evidente che il sindaco intende affrontare il tema dell’accoglienza secondo modalità differenti in una fase successiva, perché tanto prima o poi la questione tornerà sul tavolo: attenderemo e saremo pronti, anche in questo caso, a con spirito collaborativo ma vigile».


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