I lupi sono scesi in città:
ululati allo Sferisterio
per la notte celtica di Montelago

MACERATA - Il popolo delle montagne orfano del suo festival è approdato nel tempio della lirica per intonare i suoi canti nordici. Pubblico vestito con kilt, mantelli e corone di fiori per una serata di ottima musica
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di Marco Ribechi

I lupi sono scesi in città. Il popolo di Montelago, orfano del suo amato festival tra le montagne, è approdato nel tempio della lirica maceratese per una notte celtica tutta speciale.

Attorno allo Sferisterio infatti, già dal primo pomeriggio, ha preso postazione un genere di spettatori piuttosto insoliti vestiti con kilt, il caratteristico gonnellino scozzese, con mantelli, corone di fiori e tatuaggi runici. In piazza Mazzini ad anticipare il concerto il consueto mercatino celtico che, da ormai 18 anni, caratterizza la manifestazione sulle montagne, nata proprio nel maceratese e ormai diventata un punto di riferimento europeo per tutti gli amanti del genere. Ma il vero clou dell’evento è ovviamente alla notte quando, di fronte al muro della palla a bracciale, si sono esibiti differenti gruppi che hanno interpretato la musica celtica secondo varie declinazioni, tutte amate dal pubblico in arena.

Mantenuta quindi la formula del festival che, per questa edizione post quarantena, è stata costretta a rinunciare al suo spazio magico tra le montagne per allocarsi tra le mura amiche. A chiedere però un grido selvaggio sono gli stessi presentatori della serata, Loredana Lipperini e Michele Serafini, che stuzzicano il pubblico con due richiami tipici delle lande montelaghesi: il grido “Valerio, Valerio” nato per caso alla prima edizione e divenuto negli anni, non si sa perché, una tradizione da rispettare, e un forte ululato corale atto a liberare l’animo selvaggio della serata. Certamente assistere alle musiche dei popoli del Nord senza poter danzare è altra cosa ma è pur vero che un grande substrato dei partecipanti nelle varie edizioni è sempre venuto da Macerata, quindi i bardi si sono realmente sentiti come a casa loro. A dirlo, sul finale, lo stesso Maurizio Serafini, uno degli organizzatori e membro degli Ogam: “Montelago è stato concepito proprio qui a due passi, in via Pace”. Impossibile quindi per la lirica non fraternizzare con i cugini folk che hanno dato il loro meglio su un palco perfettamente allestito e impreziosito da un video mapping molto suggestivo. Tra i gruppi che si sono esibiti notevole la prova di Vincenzo Zitello, vero maestro dell’arpa da oltre 44 anni che ha creato suggestive atmosfere nordiche ma anche mediterranee. L’appuntamento è al 2021 sulle lande montuose, nel sito internet di Montelago sono già uscite le date.

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