Don Giovanni incontra Kafka
nel giardino dell’Asilo Ricci

MACERATA – Ultimo appuntamento degli Aperitivi culturali con il dialogo immaginario interpretato dal giornalista Andrea Panzavolta
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Andrea Panzavolta

 

di Giulia Mencarelli

«Tutto nel Don Giovanni è eccessivo». Andrea Panzavolta si presenta così all’appuntamento conclusivo degli Aperitivi culturali nel giardino dell’ex Asilo Ricci di Macerata. Diverse le interpretazioni consegnate al mito mozartiano dagli ospiti dell’iniziativa. Quella del giornalista, coerente al tema Le due cene del Don Giovanni, ha riportato un analisi del mito libertino in un continuo confronto con lo scrittore-filosofo Franz Kafka.

AperitiviCulturali_AndreaPanzavolta_FF-2-325x217«La morte, forse, è l’unico luogo in cui Don Giovanni e Dio si incontrano – ha spiegato l’autore – ma solo per chi è capace di perdere la propria anima per Dio». Un botta e riposta tra il Don Giovanni e l’Ulisse kafkiano, sottolineando come «dietro la patina di comicità, comune ai due personaggi, si delinei la più assoluta vertigine». L’allievo di Umberto Curi, ritornando al Don Giovanni, lo descrive con una sola parola: l’eccesso. Da qui, elenca le varie considerazioni che si ritrovano nel contesto mozartiano. Eccesso come fuoriuscita da se stessi e quindi il destino della morte. E ancora eccesso inteso come trasgressione, sia dalla religione che dalla legge (si veda l’uccisione del Commendatore).

Un gesto eccessivo anche quello che accompagna continuamente Don Giovanni: il piacere nel dominare quelle donne che, come pedine di una scacchiera, manipola e poi abbandona. Spostandosi alla scena conclusiva, Panzavolta, sottolinea la scelta del “sepolcro” comune a tutti i personaggi dell’opera. A tutti tranne ai due villani: Zerlina e Masetto. Fiumi d’inchiostro spesi per quel cammino che li avrebbe portati a cena nella loro casa. Molti gli interrogativi sul se quella cena, poi, si sia effettivamente consumata. Dubbio calatosi anche tra la platea che, dopo le varie analisi sul Don Giovanni e le repliche allo Sferisterio, si è vista incerta sul reale finale dell’opera mozartiana.

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Cinzia Maroni e Andrea Panzavolta

Dubbio risolto poi dalle letture di Gabriela Lampa che, in un dialogo immaginario scritto ed interpretato dal relatore, spiega nei panni di Zerlina come i due a casa non arriveranno mai. Un passeggiata che li dividerà, poiché la giovane sposina confesserà a Masetto di essere innamorata di un altro uomo. Non sarà Don Giovanni, come finora ci era stato fatto credere ma l’amore spassionato per la musica mozartiana. «Sensazioni naturali e incontrollabili che riportano verso la normalità e quindi verso la banalità della vita – ha concluso l’autore. – E allora se proprio di lieto fine dobbiamo parlare, incamminiamoci verso la normalità del vivere». A conclusione, la padrona di casa, Cinzia Maroni ha ringraziato l’intero staff del Mof, la direttrice artistica Barbara Minghetti, Riccardo Minnucci per la gestione video, così come gli appassionanti interventi di Gabriela Lampa. Caloroso ringraziamento anche quello della Presidente Sferisterio Cultura, Marilena Sparapani che nel dare appuntamento al prossimo anno, ha donato all’ospite un epistolario incentrato sulla figura di un celebre letterato marchigiano, Alessandro Maggiori. Sponsor della giornata, Antica gastronomia di Mogliano, assieme ai vini Ribona e Rosso Piceno.



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