«Il Tar non ha respinto il ricorso,
per ora solo udienza rinviata»

SANITA' - Le precisazioni dei sindaci di Apiro e Poggio San Vicino sulla vicenda del trasferimento dei loro territorio in Area Vasta 3. Il vicesindaco di Cingoli: «Noi non abbiamo fatto ricorso, preferiamo la via della politica»

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L’ospedale di Cingoli

 

«Il Tar non ha sciolto nessun contenzioso, ma ha rinviato all’udienza del 4 novembre per la discussione del ricorso nel merito» dicono i sindaci di Apiro (Ubaldo Scuppa) e Poggio San Vicino (Sara Simoncini) in merito all’udienza che si è svolta davanti al tribunale amministrativo regionale in cui i due comuni si oppongono al passaggio dall’Area Vasta 2 all’Area Vasta 3 e intervengono in merito all’articolo comparso ieri e relativo all’udienza (il Comune di Cingoli non ha invece fatto ricorso). Il Tar ha respinto l’ordinanza cautelare e fissato l’udienza per decidere in merito al 4 novembre. «La Regione Marche nel mese di dicembre 2019 (alla vigilia di Natale) ha approvato una legge (in fretta e furia) spostando i comuni di Apiro, Cingoli e Poggio San Vicino dall’Area Vasta 2 a quella numero 3, senza coinvolgere gli enti interessati, contrariamente a quanto previsto dalla normativa di settore. Il ricorso contro la deliberazione di Giunta Regionale, attuativa della riforma, è stato presentato dai soli comuni di Apiro e di Poggio San Vicino non per contrastare il potenziamento dell’ospedale di Cingoli, che è ben accetto in quanto struttura a servizio del territorio, ma per garantire i diritti sacrosanti dei nostri concittadini, soprattutto con riferimento ai servizi territoriali e socio-sanitari. Il metodo usato dalla Regione Marche è stato quello di non tenere in nessun conto i nostri interessi e di non coinvolgere gli organi preposti: lungi da noi dal voler cavalcare polemiche o dal fare una “battaglia politica”, ma abbiamo agito solo per la tutela dei diritti dei nostri cittadini. Non ci sono quindi fazioni dall’una o dall’altra parte del lago oppure rese dei conti con la Regione Marche, ma la sola tutela e garanzia di diritti fondamentali dei nostri concittadini, per cui vigileremo sull’operato degli organi competenti nei prossimi mesi, in attesa dell’udienza di merito fissata il 4 novembre 2020».

«Il Tar Marche non respinge alcun ricorso del Comune di Cingoli, semplicemente perché il Comune mai ha presentato gravame» dice il vicesindaco Filippo Saltamartini. «L’Amministrazione comunale di Cingoli ha valutato che i prodotti della politica, cioè le leggi, non possono essere oggetto delle carte bollate. I conflitti devono essere sciolti nei luoghi della politica e con gli strumenti della politica. Tanto più perchè contro una legge non è ammesso ricorrere, salvo che questa non sia incostituzionale. E, per far valere l’illegittimità costituzionale è indispensabile che il Tar ne rilevi la rilevanza nel giudizio in corso e la ritenga non manifestamente infondata. Occorrono in sostanza tempi troppo lunghi per ottenere un bene prezioso: la funzionalità dell’Ospedale e una qualità alta del sistema sanitario che noi rivendichiamo subito. Quel ricorso, invece, è stato presentato legittimamente e opportunamente da altri Comuni: Apiro e Poggio San Vicino». Saltamartini continua aggiungendo che «Il Tar ha respinto la sospensiva dell’atto impugnato perché ha ritenuto non ci fosse il danno irreparabile, in quanto l’assistenza sanitaria non è mancata. Non ha detto che il ricorso è infondato circa le lesioni lamentate. Probabilmente il ricorso verrà accolto, ma adesso giudici hanno voluto prendere tempo».

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L’ordinanza di ieri del Tar Marche (clicca sull’immagine per leggerla integralmente)

 

Passaggio in Area vasta 3, Tar boccia il ricorso dei Comuni


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