Porto Recanati piange Perugini,
primo presidente del comitato
di quartiere Scossicci del Sole

LUTTO- Si è spento ad 80 anni a Torrette, è stato assessore comunale e fra i soci fondatori dell'Ente Palio. Il ricordo dell'associazione: «Grazie al suo entusiasmo e allo spirito vitale che ci ha trasmesso ci aiuterà ad andare avanti». Il vice sindaco Rosaria Ubaldi: «Un uomo saggio, sempre con il sorriso sulle labbra»

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Marone-Perugini

Marone Perugini

 

Si è spento martedì all’ospedale di Torrette Marone Perugini, ex assessore dal 2004 al 2009, primo presidente del comitato di quartiere Scossicci del Sole a Porto Recanati e tra i soci fondatori dell’Ente Palio. Originario di Morrovalle, ex tecnico dell’Enel, aveva 80 anni ed era conosciutissimo in città per l’impegno nel sociale. Era ricoverato all’ospedale di Ancona e dopo le prime cure sembrava essersi ripreso ma le sue condizioni si sono aggravate rapidamente. Il funerale, che verrà curato dalle onoranze funebri Buffarini, si svolgerà dopo il riscontro diagnostico disposto dai medici. Lascia la moglie Gabriella e i figli Emanuele e Andrea. «Il Comitato di Quartiere Del Sole Scossicci si unisce al dolore della famiglia per la scomparsa del caro amico Marone – si legge in un post sulla pagina Facebook del comitato -. Quando una persona cara ci lascia, quando non è più con noi e non possiamo né sentirla né toccarla, allora sembra scomparsa per sempre. Non sarà così per Marone Perugini che dal 1996 primo presidente del Quartiere Scossicci del Sole, grazie al suo entusiasmo e allo spirito vitale che ci ha trasmesso ci aiuterà ad andare avanti ad impegnarci per portare avanti il nostro quartiere. Grazie per tutto quello che hai fatto, non c’è angolo del nostro quartiere che non ti sia riconoscente per la tua dedizione e presenza nel dare una mano in tutte le manifestazioni di vita del quartiere».

A ricordarlo , in un lungo post su Facebook anche il vice sindaco di Porto Recanati, Rosalba Ubaldi: «Ciao Marone, non vorrei ancora crederci ma, purtroppo, la notizia è vera. Ti ho sentito due giorni fa promettendoci di incontrarci a casa tua perché eri in dimissione. Tutto era andato, finalmente, per il meglio. La tua voce dichiarava l’entusiasmo per il ritorno a casa. Quando sono venuta a trovarti mi avevi detto che non vedevi l’ora di tornare a casa, aprire la finestra e vedere il mare davanti a te, riabbracciare i nipoti e finalmente mangiare bene. Non ti sei mai lamentato neanche dei tanti imprevisti che ti sono capitati durante il ricovero, hai trovato a tutto una giustificazione, ti sei affidato completamente alle cure cui eri sottoposto senza mai contestare, rassegnato ma serenamente quando le cose non andavano per il meglio. Hai sempre gioito delle visite quotidiane dei tuoi cari che non ti hanno mai lasciato solo. Uscivo dall’ospedale incredula della serenità con la quale mi raccontavi le tue giornate, sempre positivo. Anche quando le giornate erano difficili. La notizia che te ne eri andato all’improvviso, in silenzio come – ancora una volta – per non disturbare, mi ha lasciato senza parole. Abbiamo fatto insieme un tratto di vita che mi ha permesso di conoscerti, apprezzarti, volerti bene. Un uomo saggio, sempre con il sorriso sulle labbra, attento a tutte le necessità oltre che della tua famiglia, della città ed in particolare della sua vita democratica, in particolare del tuo quartiere al quale hai dedicato tutto il suo impegno, adoperandoti nelle richieste ma operando direttamente con l’entusiasmo che ti ha sempre contraddistinto. Non c’è stato evento che non ti abbia visto nella parrocchia e nel quartiere sempre in prima fila a spostare transenne, tavoli, preparare panini, spalmare Nutella, organizzare pellegrinaggi a piedi ed in bici alla Banderuola e in tante altre occasioni. Il tuo parlare veloce mi rimarrà sempre nelle orecchie come quando mi chiamavi per chiedere quello che ritenevi necessario per il tuo quartiere. Mai ambizioso, sempre rispettoso delle istituzioni sei stato un punto fermo con i tuoi consigli, i tuoi suggerimenti il tuo buon senso. Sei stato un grande uomo come ce ne sono davvero pochi e così ti ricorderò. Ciao “Dondolo”».


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