Da Matelica al cuore dell’Africa,
un pozzo per Moroto
LA STORIA - Dalla vacanza alternativa di tre ventenni è nato un movimento di solidarietà e la raccolta fondi che permetterà di portare acqua in una delle zone più aride dell'Uganda

Beatrice Soverchia
di Monia Orazi
Una vacanza diversa di tre giovani ventenni di Matelica, Beatrice Soverchia, Giacomo Buldrini ed Elena Cingolani ha donato una nuova speranza di una vita più semplice a circa mille e cinquecento persone, che vivono nella zona di Moroto, in una delle terre più aride dell’Uganda: il Karamoja. Un pozzo nuovo di zecca permetterà loro di avere acqua indispensabili alla vita e di rimettere in funzione un altro pozzo, le cui pompe si erano rotte. Il tutto grazie alla generosità di tante famiglie, imprenditori e parrocchie di Matelica che sotto l’albero di Natale hanno raccolto 14mila euro, accendendo le luci della solidarietà dall’altra parte del mondo.
I tre giovani matelicesi, sostenuti dalle loro famiglie, anziché andare in vacanza ad Ibiza o ad Ipsos, hanno scelto di partire come volontari per l’Africa. Una scelta controcorrente la loro, che li ha arricchiti nel profondo, durante tre intense settimane in cui hanno toccato con mano come si vive in una delle zone più povere del pianeta, operando con l’associazione Africa Mission, da quarant’anni in prima linea in Africa, con l’obiettivo di costruire opere di emergenza ed occasioni di sviluppo per le comunità locali. Tra le attività portate avanti c’è anche quella dello scavo di pozzi, indispensabili in quel fazzoletto di Africa, dove la siccità la fa da padrona. Vedono la gioia sui volti degli abitanti, quando durante il loro soggiorno si inaugura un pozzo. Un’esperienza che segna nel profondo i tre giovani matelicesi, i quali una volta tornati, decidono di poter fare ancora qualcosa, per far sorridere di nuovo i bimbi di Moroto e rendere più semplice la vita dei loro genitori.
Beatrice Soverchia a settembre scorso, da sola, ripete l’esperienza da volontaria. Trascorre in Africa due mesi, aiuta tante giovani mamme tra i 19 ed i 23 anni ad imparare l’arte del taglio e cucito, che permetterà loro di avere una piccola entrata economica. Si tratta di un’esperienza che le è piaciuta molto e che termina con la sfilata di moda, degli abiti realizzati dalle appassionate allieve sarte. Di ritorno a novembre, Beatrice e gli altri decidono di dare vita ad una raccolta fondi, raccontando la loro esperienza in Africa. Il racconto colpisce i cuori e in meno di due mesi grazie alle donazioni di imprenditori, famiglie, giovani, anziani, persino dei bambini che danno la loro paghetta, si raggiunge la cifra di 14mila euro. Diecimila serviranno per scavare un nuovo pozzo, i cui lavori saranno fatti in primavera, quando finirà la stagione delle piogge e altri quattromila euro per sostituire le pompe di un altro, che non si riusciva più ad usare. Orientativamente mille e cinquecento persone avranno a disposizione acqua pulita, con una vita migliore grazie alla generosità di tante persone di Matelica.


Bravissimi!