Lettera nelle cassette dei potentini
Le firma “L’anonimo parolaio”
«La gente ha bisogno di tornare a sognare»
POTENZA PICENA - La scrittrice promette che è solo la prima di una lunga serie e spiega che è un tentativo di svegliare la gente dal torpore dei social
In mezzo ai depliant e ai volantini di offerte per Natale, sistemate nelle cassette delle lettere o altrove aggrappate ai tergicristalli delle auto: lettere che parlano di mondo e di vita. Sono comparse, a centinaia, a Potenza Picena. Scritte da qualcuno che vuole restare anonimo, si firma apposta “L’anonimo parolaio” (ma probabilmente l’autore è una donna), in un tempo in cui sui social la gente è interessata soprattutto ad apparire. Una scelta, quella di scrivere delle lettere che vuole prendere una rotta che va all’opposto rispetto al mare del web, dando uno sguardo su ciò che esiste là fuori e che spesso viene tralasciato, spesso per distrazione. Una distrazione social o lavorativa, a volte una distrazione che sta nell’anima fatta di indifferenza e di quel modo di guardare le cose ritenendole scontate. Una battaglia, quella del misterioso scrittore o scrittrice, fatta con le parole. Iniziata con le parole e che con queste proseguirà. È l’autore stesso a dirlo: «Questa è la mia prima lettera, la prima di tante. Con queste lettere, voglio avere la possibilità di condividere tutto quello che so fare: scrivere». Questa prima lettera ha anche un titolo: «La gente ha bisogno di tornare a sognare». Poi subito una confessione: la paura delle persone, per via dell’indifferenza: «ce n’è così tanta che potrei farci un romanzo, ma preferisco rimanere nel mio, chiusa (questa la traccia che può far pensare si tratti di una donna a scrivere, ndr) in questi scritti che mi alleggeriscono l’anima». Parole che parlano di speranza e di condivisione, che sono uno sguardo veloce sulle bellezze del mondo, un invito a guardarle e anche a proteggerle. E poi il finale dove chi scrive precisa che queste lettere non nascono da egocentrismo «ma perché la gente ha bisogno di essere svegliata dal torpore dei social e di tornare a sognare. Ci stanno assuefacendo i sogni, uccidendo la speranza». Lettere che alcuni potentini hanno trovato e segnalato alla redazione. Parole che dicono aver apprezzato, sarà perché sono parole che sotto Natale danno il senso di un’eco maggiore per il messaggio che voglio lanciare.
(Gian. Gin.)



