Sisma, inaugurati due nuovi alloggi:
«Ma la burocrazia ci blocca,
in 3 anni potevamo fare molto di più»

SAN SEVERINO - Taglio del nastro oggi per le due case che si trovano all'ex scuola di Stigliano, sistemate dopo i danni subiti col terremoto. Il sindaco Rosa Piermattei: «Il sisma è una emergenza nazionale, non si affronta con leggi ordinarie». Il cardinale Menichelli: «Un segnale di speranza»
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Il sindaco Rosa Piermattei taglia il nastro

 

Due alloggi che si trovano nella ex scuola di Stigliano, gravemente danneggiati dal sisma del 2016, sono stati riconsegnati questa mattina. «Giornata importante per la nostra comunità a cui stiamo pian piano ridando una normalità» dice il sindaco Rosa Piermattei. L’edificio è del Comune ed è stato ristrutturato con fondi del sisma (il costo è stato di 300mila euro).

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Il sindaco con il cardinale Menichelli

Rifatte copertura, le tramezzature, realizzato un intonaco armato e il cappotto esterno, e poi sistemati gli infissi esterni e tutti gli impianti. «Con soddisfazione – ha spiegato ancora il primo cittadino settempedano – abbiamo riconsegnato un’altra opera pubblica. Per quanto concerne la ricostruzione quello che era possibile lo abbiamo fatto. Purtroppo ci ferma ancora la burocrazia. Mi dispiace molto perché tre anni dopo le scosse avremo potuto fare l’80% delle cose, sia per quanto riguarda il privato che per quanto riguarda il pubblico, e questo credo che non sia giusto. Le cose, a  mio avviso, si devono fare nei tempi stabiliti, soprattutto se parliamo di sisma che è, ricordo, un’emergenza nazionale che non può essere trattata con procedure ordinarie». Alla cerimonia di riconsegna dei due appartamenti ricavati nell’ex scuola di Stigliano hanno preso parte, insieme al sindaco, anche il vice sindaco e assessore alla Famiglia, Vanna Bianconi, gli assessori Tarcisio Antognozzi, Sara Clorinda Bianchi, Paolo Paoloni, il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, l’impresa che ha realizzato le opere.  A benedire la cerimonia è intervenuto anche il cardinale Edoardo Menichelli: «Oggi ridiamo un po’ di speranza che è un qualcosa che non si compra ma vive in noi – ha sottolineato Menichelli –. Queste nostre piccole comunità si assottigliano sempre di più, chi viene a vivere qui dà un altro segno di speranza. Occorre riprendere un discorso di comunità che i tempi moderni hanno interrotto».

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Gli edifici ristrutturati



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