Botte al geometra per avere 160mila euro,
51enne accusato di estorsione
IN AULA - Un civitanovese a processo, avrebbe aggredito a calci e pugni il professionista, di Porto Recanati, oltre a minacciarlo perfino con una pistola
Botte e minacce anche con una pistola ad un geometra di Porto Recanati. In cinque anni avrebbe così ottenuto 160mila euro. Questi i fatti secondo l’accusa, un 51enne civitanovese a processo per estorsione. La denuncia risale a quattro anni fa e tutto sarebbe accaduto poco prima del 2010. L’uomo, all’epoca, gestiva uno stabilimento balneare a Porto Recanati. Avrebbe, con aggressioni a calci e pugni e minacce avvenute con l’utilizzo in un occasione di una mazza, poi di un coltello e perfino di una pistola, costretto il geometra a consegnargli in varie volte le cifre richieste che quest’ultimo avrebbe quantificato in un totale di 160mila euro.
Il processo si è aperto ieri in tribunale a Macerata, magistrato Daniela Bellesi e pubblico ministero Claudio Rastrelli. L’udienza è stata rinviata al 24 febbraio per sentire tre testimoni e per l’esame dell’imputato che, difeso dall’avvocato Simone Santoro, respinge le accuse. Non avrebbe mai ottenuto i 160mila euro e nel periodo in cui aveva lo stabilimento avrebbe commissionato al geometra una serie di adempimenti come la richiesta di permessi legati all’attività che non sarebbero stati mai neppure richiesti dal geometra tant’è che il 51enne era finito sotto processo per abuso edilizio.

