Leopolda, Fiordomo cita Leopardi
Anche Recanati sul palco di Renzi (Video)

FIRENZE - L'ex sindaco ha parlato oggi al primo raduno nazionale di Italia Viva. E' il secondo della nostra provincia dopo l'intervento di ieri di Flavio Corradini
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«Odio la vile prudenza che ci agghiaccia e lega e rende incapaci d’ogni grande azione». Esordisce citando Leopardi Francesco Fiordomo, nel suo intervento alla Leopolda in corso a Firenze. L’ex sindaco di Recanati, ora assessore, non poteva che partire dalle parole scritte dal poeta in una lettera al padre Monaldo nel bicentenario della stesura de L’Infinito.

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Fiordomo sul palco della Leopolda

Fiordomo, renziano fin dagli esordi con un amore mai veramente sbocciato per il Pd, è stato il secondo maceratese a prendere la parola sul palco dell’ex stazione ferroviaria fiorentina. Ieri infatti era stata la volta dell’ex rettore Unicam Flavio Corradini. Nutrita la pattuglia partita dalla nostra provincia: oltre a Corradini e Fiordomo, anche Ulderico Orazi (consigliere comunale a Macerata), Teresa Lambertucci (ex segretaria provinciale del Pd), Lorena Polidori (ex segretaria provinciale di Forza Italia) Marco Alfei (ex 5Stelle), Tommaso Leoni, Fabiola Santini e diversi altri.

«La nostra avventura a Recanati è partita nel 2009 come quella di Matteo Renzi a Firenze – ha aggiunto Fiordomo – era un’avventura di cambiamento, avevamo un sogno da concretizzare e l’abbiamo perseguito tutti i giorni con grinta e determinazione. E abbiamo incentrato il nostro impegno proprio sulla città della cultura, perché lo diventasse veramente. Poi dopo dieci anni abbiamo avuto un black out, la politica degli intrighi (chiaro riferimento al Pd locale, ndr) voleva mettere il bastone tra le ruote. Ma noi abbiamo portato avanti l’esperienza della civica Vivere Recanati, che è stata premiata. Italia Viva, a Matteo potremmo chiedere una royalty ma non lo facciamo perché gli vogliamo troppo bene. La cultura – ha aggiunto Fiordomo – era troppo orientata ad una elité ristretta, quindi abbiamo detto: bisogna aprire le porte e le finestre affiché la cultura diventi momento identitario e di crescita della città. La bellezza che dà forza al benessere, su questo noi dobbiamo insistere».  Quindi la chiusura sul sisma. «Questa casa (riferimento alla Leopolda, ndr) – ha concluso – deve essere anche la casa dei terremotati che da troppo tempo aspettano risposte concrete che non sono mai arrivate. Dopo Renzi, calma piatta e i terremotati hanno diritto ad avere risposte».

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Ulderico Orazi con Ettore Rosato



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