Ussita, l’opposizione attacca:
«Fraticelli e Farabollini si dimettano»

SISMA - Il gruppo di minoranza chiede un passo indietro al commissario prefettizio e a quello alla Ricostruzione. Lo studio di Federcontribuenti Marche: «Si procede in maniera molto lenta e la burocrazia non aiuta. Presentate dai privati 8.500 pratiche per ottenere finanziamenti pubblici di cui solo 1.500 sono state approvate»

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GIOVANNI-MARRONARO

Giovanni Marronaro, capogruppo della lista Insieme per la ricostruzione

 

”Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione” chiede le dimissioni del commissario alla ricostruzione Piero Farabollini e del commissario prefettizio del comune di Ussita, Giuseppe Fraticelli.  La richiesta di dimissioni è emersa ieri nell’incontro a cui hanno preso parte parlamentari, consiglieri regionali e sindaci «per i ritardi nella valutazione dei progetti delle aree focali. Tali ritardi sono inammissibili – dichira la minoranza – Dall’incontro è emerso un quadro che effettivamente fa prevedere lo spettro del Belice. Le dimissioni sono anche un segno di rispetto verso i cittadini. Il commissario prefettizio è presente ad Ussita solo per poche ore e c’è  bisogno di una presenza continua e assidua. Se tale ruolo non può svolgerlo, chieda al prefetto di farsi sostituire. Si continua – affermano ancora i consiglieri Guido Rossi, Gianni Marronaro, Giulio Bischi e il coordinatore Enrico Tamburi – sulla strada del non fare nulla. Quando Sergio Pirozzi afferma “3 governi, 3 commissari, cratere troppo esteso e ricostruzione al palo” non possiamo che essere d’accordo.

Dopo il sisma del 2016 a Ussita c’è stato anche un sisma istituzionale. Le dimissioni del sindaco Marco Rinaldi – continua la nota dei consiglieri di opposizione – hanno portato alla nomina del commissario straordinario Passerotti,  la giunta del sindaco Vincenzo Marini Marini ha retto solo tredici mesi e le sue dimissioni hanno portato al nuovo commissario straordinario Fraticelli. Tutto ciò è il risultato del fallimento di chi vuole governare Ussita a ogni costo, e rappresenta soprattutto il fallimento della lista civica “Ussita comunità in cammino”, che aveva vinto le elezioni del giugno 2018 per la assoluta incapacità di risolvere i problemi, affidandosi a chi non era in grado nemmeno di dedicare il tempo necessario alla guida del municipio. Ai ritardi della ricostruzione per un impianto normativo inadeguato e per un territorio devastato nella sua interezza  si sommano quelli di una mancanza di guida politica capace di affrontare e risolvere i problemi con senso di responsabilità».

maria-teresa-nori-comitato-terremotati

Maria Teresa Nori

Tra gli intervenuti all’incontro Maria Teresa Nori, segretario di Federcontribuenti Marche che ha presentato uno studio dell’associazione.  «A tre anni dal terremoto – ha aggiunto – la ricostruzione procede in maniera molto lenta e la burocrazia non aiuta. Secondo i dati presentati dalle Regioni per quanto riguarda la rimozione e smaltimento delle macerie su 2 milioni e 509 mila tonnellate di macerie calcolate ne sono state rimosse 1,7 milioni mentre ne restano da smaltire ancora 797mila tonnellate, di cui ben 46 mila nelle sole Marche. Sono state ordinate 3.901 soluzioni abitative d’emergenza, ma ne sono state consegnate 3.853 nelle quali vivono circa 8.100 persone. Inoltre ci sono circa 1.300 persone che ancora vivono in hotel, 700 nei moduli abitativi prefabbricati rurali d’emergenza (Mapre), 480 in container e 470 in strutture comunali. Inoltre dal 2016 sono stati stanziati per la ricostruzione circa 22 miliardi di euro. Tuttavia sono stati spesi solo 200 milioni di euro. La maggior parte degli sfollati (oltre 38 mila persone) percepiscono il contributo di autonoma sistemazione (Cas), un finanziamento mensile che va da 600 a 1000 euro. In totale gli immobili privati danneggiati o distrutti dal terremoto sono circa 80 mila e 10 mila devono essere ancora periziati. Si attendono 79.320 richieste di contributo potenziali per la ricostruzione di abitazioni private (quasi il 50% nelle Marche). Finora sono state presentate dai privati 8.500 pratiche per ottenere finanziamenti pubblici di cui solo 1.500 sono state approvate. In tutto – conclude Nori – sono stati erogati ai beneficiari 41 milioni di euro».


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