Appaltopoli, il legale di Stacchio:
«Accuse infondate e illogiche»

INCHIESTA - Sandro Giustozzi, avvocato di uno degli imprenditori coinvolti nell'indagine e per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, chiarisce la posizione del suo assistito. E' accusato di turbativa d'asta in concorso per la realizzazione di una rotatoria a Muccia

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L’avvocato Sandro Giustozzi

 

«L’accusa appare francamente incomprensibile e illogica, oltre che palesemente infondata». Sono le parole dell’avvocato Sandro Giustozzi, che tutela Ivan Stacchio, l’imprenditore titolare della Stacchio Impianti srl coinvolto nell’inchiesta sull’appaltopoli nella nostra provincia. Quattordici le richieste di rinvio a giudizio della procura per reati che vanno dalla corruzione, alla turbativa d’asta, all’evasione, al falso. E riguardano, oltre a Stacchio: Giancarlo Maccari, Enzo Stramazzotti, Nicola Papa, Ferdinando Moretti, Lamberto Pettinari, Pierdanilo Montesi, Francesco Sante Crocetti Pallotta, Luigi Ferretti, Carlo Resparambia, Paola Ciriaco, Carlo Casucci, Massimo Bonfigli e Michela Eleonori. Tra gli indagati c’è anche Giulio Resparambia, che però ha chiesto il patteggiamento. Il gruppo di imprenditori, l’ex finanziere, professionisti e dipendenti pubblici secondo l’accusa – le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Macerata e coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Luigi Ortenzi – avrebbero creato un presunto sodalizio capace di mettere in atto un meccanismo per riuscire ad ottenere gli appalti nel Maceratese con l’offerta economicamente migliore e ad evadere le tasse. L’udienza preliminare davanti al gup Claudio Bonifazi è stata fissata per il 18 dicembre.

guardia-di-finanza-2-549x650A Stacchio in particolare viene contestata la turbativa d’asta, in concorso con Giancarlo Maccari, relativa alla procedura di assegnazione di un appalto per lavori di realizzazione di una rotatoria a Muccia.  «Alla gara d’appalto – specifica il legale di Stacchio – hanno partecipato ben 16 ditte, che sono le seguenti: Renzi Ferdinando snc, Dasis di Chiatti Vittorio snc, Euroscavi snc, Bolletta Giuseppe, Cms Costruzioni srl, Salvucci Claudio, Costruzioni Edili Minnozzi, Gatti e Purini snc, Movedil di Battaglia Adorna, F.lli Pazzaglia snc, Edilizia Azzacconi srl, Pipponzi srl, Inveni srl, Simo Costruzioni srl, Edilscavi, Battaglia srl. Queste imprese sono state individuate e invitate a partecipare alla gara direttamente dall’ente appaltante (la Provincia, ndr). Tutte e sedici le imprese sono sconosciute a Stacchio e con le medesime non ha mai intrattenuto rapporti commerciali. Peraltro, neanche Maccari ha partecipato a tale gara, per cui l’imputazione è incomprensibile». Secondo Giustozzi quindi non si sarebbe configurata alcuna turbativa d’asta. «La turbativa – continua infatti il legale – può avvenire mediante accordo tra tutte le ditte partecipanti o gran parte di esse che, concordando a priori i ribassi, determinano il coefficiente di ribasso per l’aggiudicazione della gara medesima. Ciò significa che il pubblico ministero avrebbe dovuto richiedere il rinvio a giudizio di tutte le imprese che hanno presentato l’offerta per i lavori della rotatoria o di gran parte di esse; invece, nessuna di tali ditte è stata coinvolta dalla procura. Ciò significa che, secondo il pm, non c’è stato concorso né accordo tra le varie imprese con la Stacchio Impianti srl. Allora, se non c’è stato accordo, non può, certamente, sussistere la turbativa e la gara è da considerare perfettamente regolare. Stupisce, quindi, la richiesta del pm che accusa Stacchio e Maccari, senza il benché minimo coinvolgimento delle altre imprese.
Già quanto esposto determina la totale innocenza di Stacchio, implicitamente ammessa dal pm che risulta, peraltro, da un sommario esame del carteggio d’indagine. Nonostante ciò, una persona stimata da tutti è finita nel tritacarne della giustizia e il suo buon nome e il suo onore sono già stati danneggiati. Per l’udienza preliminare verrà depositata una memoria difensiva per far comprendere al giudice l’infondatezza dell’accusa con richiesta di immediato proscioglimento, stante la totale estraneità di Stacchio ai fatti contestati».

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