Area ex Volpini
«L’opposizione infanga i fatti,
noi lavoriamo per risolvere la questione»

POTENZA PICENA - La replica dell'amministrazione all'attacco della minoranza, dopo la sentenza sfavorevole del Tar

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Noemi Tartabini

 

«Al consigliere di opposizione, nonché candidato a Sindaco alle scorse amministrative, Edoardo Marabini, diamo il benvenuto nel mondo dei contenziosi e controversie ereditati dalle passate Amministrazioni degli ultimi trent’anni». Inizia così la replica dell’amministrazione comunale di Potenza Picena sulla questione dell’area ex Volpini, dopo la sentenza del Tar che ha condannato il Comune a restituire i terreni occupati con tanto di risarcimento. Il gruppo d’opposizione Progetto civico-Pd aveva puntato il dito contro l’amministrazione per non aver cercato di risolvere prima la questione, consigliando il ricorso  all’istituto della cosiddetta acquisizione sanante. La giunta guidata da Noemi Tartabini però non ci sta e specifica innanzitutto che la questione dell’area,  dove sono collocati depuratore, isola ecologica, canile e attività commerciale privata è un’eredità che risale risale addirittura agli anni 80’.

«Il 10 febbraio del 1981 – spiega l’amministrazione – con ordinanza del sindaco pro tempore veniva disposta e notificata ai proprietari l’occupazione d’urgenza stabilendo il termine finale per l’espropriazione e l’occupazione alla data del 1 marzo 1983. Il 22 settembre del 1986 veniva notificato al Comune l’atto di citazione in tribunale dei fratelli Volpini, per chiedere la condanna a corrispondere l’indennità d’occupazione d’urgenza, l’indennità per occupazione definitiva e il risarcimento dei danni derivanti in conseguenza dell’occupazione, il tutto maggiorato di interessi e svalutazioni. Con delibera di giunta comunale del 25 marzo 2005 e con successiva determina l’ente ha acquisito a patrimonio comunale l’area in questione. Con ricorso notificato il 17 novembre del 2005 l’erede dei Volpini ha impugnato  al Tar Lazio la delibera  invocando l’annullamento della stessa e la restituzione dell’area di sua proprietà, nonché il risarcimento dei danni conseguenti alla sua mancata utilizzazione. Il Tar del Lazio, con sentenza parziale del 1 febbraio 2011, ha respinto l’eccezione di usocapione dell’area sollevata dall’avvocato del Comune, riservandosi di decidere sul merito del ricorso avanzato dalla proprietà. I giudici con ordinanza del 4 maggio 2018 hanno assegnato al Comune il termine di novanta giorni per l’eventuale adozione del provvedimento di acquisizione sanante. Il Tar ha fissato l’udienza per il 29 aprile 2019 e nel frattempo l’amministrazione Acquaroli –Tartabini, a seguito di vari incontri con i promissari acquirenti dell’area in oggetto, ha proposto un accordo transattivo per la definizione bonaria della problematica che non ha avuto esito positivo. Va sottolineato il fatto – specifica l’amministrazione – che la transazione con il privato deve reggersi sul vantaggio economico certo ed inequivocabile per l’ente, sulla qualità e quantità dei servizi che non deve essere compromessa. Venendo meno a uno di questi requisiti diventa difficile transare a meno che non si voglia arrecare beneficio ad un terzo. Pertanto, il 27 aprile scorso la giunta ha fornito atto di indirizzo per avviare le procedure di acquisizione coattiva sanante e ha stabilito che l’indennizzo sia determinato sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa sulla base di apposita valutazione effettuata dalla competente Agenzia del Territorio. A seguito di questo atto di indirizzo votato dalla giunta, l’Ufficio tecnico comunale, con nota del 13 maggio a mezzo ha provveduto a richiedere valutazione economica». Riassunti i fatti, il contrattacco all’opposizione.  «Pertanto – conclude l’amministrazione – si ringrazia il Pd locale ed il gruppo civico per i consigli, dettati anche con toni altezzosi, ma, quello che loro oggi consigliano di fare, è stato già stato fatto dall’amministrazione Acquaroli- Tartabini , così come si può evincere dai documenti. Un conto è l’atteggiamento dell’amministrazione in essere che dal 2014 , tra le altre situazioni, lavora anche per risolvere questioni annose , altro conto è parlare e scrivere senza cognizione di causa o con la mera volontà di infangare i fatti. Ecco, il “nuovo” Pd che siede oggi tra i banchi dell’opposizione solo questo sta facendo».

Area ex Volpini: «Tar ha condannato il Comune a restituire i terreni»


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