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Il richiamo delle vie d’acqua:
riaperti il grottino e fonte Agliana,
ripulita “l’ammattonata”

MACERATA - Oltre 65 persone hanno sfidato il caldo pomeridiano per visitare l'antica sorgente di cui si era persa ogni traccia da decenni. L'architetto Iommi: «E' la più bella fonte rinascimentale del territorio». L'assessore Ricotta: «Può nascere un trekking urbano». Si pensa a patti di collaborazione per mantenerla pulita, a settembre la promessa di riportare alla luce altri due luoghi storici
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Il gruppo a fonte Agliana (foto Andrea Del Brutto)

 

di Marco Ribechi

Le vie d’acqua di Macerata continuano a sorprendere. Non si ferma l’interesse per la scoperta delle vecchie fonti e fontanili cittadini e anche ieri al tour organizzato dall’architetto Silvano Iommi e dall’associazione la Reggia Picena sono accorse tantissime persone, curiose di poter scoprire luoghi sconosciuti della loro stessa città. In circa 65 hanno partecipato alla camminata pomeridiana, raggruppati anche grazie alla pagina facebook Ricordi di Macerata. L’occasione era infatti ghiotta con la riapertura di fonte Agliana, da decenni sommersa dalla vegetazione che ne aveva praticamente fatto perdere ogni traccia.

Fonte Agliana (foto Andrea Del Brutto)

Oltre ai cittadini anche Stefano Cudini, direttore dell’Apm che si è occupata del lavoro di pulizia, e un folto gruppo del Pd cittadino capeggiato dall’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta. Con lui i consiglieri Alessia Scoccianti, Ninfa Contigiani e l’ex segretario cittadino Paolo Micozzi. Per il centrodestra invece Fabio Pistarelli, ex consigliere regionale e candidato sindaco all’epoca della giunta Meschini. Il gruppo si è radunato alle 18 in viale Leopardi per visitare in primo luogo il Grottino San Giorgio riaperto per la prima volta al pubblico dagli anni ’40. Il grottino è una delle fonti più vicine al centro storico trasformato nel 1903 in un lavatoio che ha di fatto sotterrato l’antica fonte e oggi deturpato da una impropria opera edilizia incompleta (leggi l’articolo). Da lì  è poi stata percorsa l’antica via che conduceva a Santa Maria della Fede chiamata “ammattonata”, anche questa ripulita per l’occasione. Una breve sosta a fonte Ciambrione, oggi finalmente totalmente recuperata grazie all’eliminazione delle condutture fognarie, dove è stata fatta la proposta per la costruzione di alcuni gradoni e la collocazione di una panchina, in modo da renderla un luogo di sosta e di incontro.

L’architetto Silvano Iommi (foto Andrea Del Brutto)

Ma la vera perla del tour è stata la riscoperta di fonte Agliana (leggi l’articolo) che si è rivelata essere la più bella fonte rinascimentale del territorio maceratese. «Il suo pregio architettonico è notevole – spiega Iommi – mentre fonte Maggiore è medioevale e fuori scala per le sue grandi dimensioni rispetto al contesto ambientale, fonte Agliana è più raccolta e dimostra un equilibrio architettonico che ne aumenta il valore e la qualità del manufatto». Dalla fonte sgorga ancora copiosamente un’acqua gelatissima, indice di una falda profonda che, dopo aver attraversato le chiavichette, si riversa in un laghetto più a valle, anche questo immerso nella vegetazione. «Nel cabreo del 1777 del Tartuferi viene citato un lago per lavare i panni – continua Iommi – la stessa data è incisa in un mattone murato nella vasca e quindi rappresenta l’anno di un antico restauro. Ma la fonte stessa è molto più antica perché il primo documento di un su recupero è datato 1535 ad opera di Pandolfo Compagnoni, all’epoca priore. Inoltre già nel 1268, data della prima riforma catastale, si parla già di una fonte Solis». Dopo aver appreso varie nozioni storiche sul luogo il gruppo si è recato alla Peschiera Nicolini, già visitata altre volte ma sempre molto apprezzata anche grazie all’allegria delle sue carpe (leggi l’articolo) per poi concludere il tour a fonte Maggiore.

Il gruppo nella peschiera Nicolini

Al termine le considerazioni dell’assessore ai lavori pubblici che ha aderito alla proposta più volte presentata dall’architetto Iommi della istituzione di un parco delle fonti: «Il giro che abbiamo fatto oggi è stato molto interessante – spiega Narciso Ricotta – può essere un vero e proprio trekking urbano che parte e ritorna alle mura attraversando questi luoghi storici. Importante la presenza di Apm che è il nostro gestore idrico, fondamentale per il ciclo dell’acqua. Ora sarà importante mantenere pulite le varie fonti e scongiurare l’avanzare della vegetazione. Si potrebbe pensare un patto di collaborazione con qualche soggetto o associazione interessata a curarle e mantenerle visibili». L’architetto Iommi ha promesso che a settembre si svolgerà un altro tour per chi non ha potuto partecipare e forse ci saranno altre due sorprese strappate all’incuria e al degrado: il pozzo di Santa Maria Maddalena che si trova lungo la strada Torresana e per cui è necessaria una notevole opera di pulizia, e Fonte Canepina, resa celebre dai disegni di Luigi Bartolini.

Scomparsa per un secolo, ritrova il sole: un tour alla scoperta di Fonte Agliana

 

Il grottino San Giorgio

L’interno del grottino San Giorgio

L’ammattonata

(foto Andrea Del Brutto)

(foto Andrea Del Brutto)

La peschiera Nicolini

Silvano Iommi

La peschiera Nicolini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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