Bloccata in casa dall’incompiuta
“La fonte storica
è un bagno a cielo aperto”

MACERATA - L'appello di Rosita Pantanetti, esasperata per l'abbandono da 10 anni dei lavori del parcheggio di viale Leopardi che sovrasta la sua casa: "La terra continua a franare, la rampa di accesso è pericolosa e ho paura la notte, ho sempre pagato le tasse perchè devo vivere così?"
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viale leopardi 0

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Il cantiere di viale leopardi

Il cantiere di viale leopardi

di Marco Ribechi

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Un cantiere aperto da più di dieci anni, una strada antica e una fonte storica lasciata nel più totale degrado, residenti vittime del’incuria e non ascoltati dal comune di Macerata. Questa è la situazione che da anni crea disagio agli abitanti del quartiere Santo Stefano, situato tra viale Leopardi e il parcheggio Garibaldi. L’area è diventata invivibile dopo l’inizio dei lavori per la costruzione del parcheggio multipiano la cui sommità è visibile da viale Leopardi, proprio all’altezza di via XXX Aprile, la rampa di uscita dal centro. La struttura, che appare tutt’ora transennata ed in parte abbandonata, sorge sulla sommità della rupe che costeggia le mura cittadine e sovrasta un gruppo di case nell’area appunto chiamata Santo Stefano.

Parcheggio Viale Leopardi Macerata (12)

L’evidente degrado del garage incompiuto

L’opera purtroppo, non è mai stata portata a compimento per il fallimento dell’impresa costruttrice creando degli enormi disagi a chi vive più a valle. Per la realizzazione dei garage sono infatti stati distrutti gli antichi terrazzamenti che consolidavano il terreno e aiutavano anche a far confluire le acque piovane in appositi scoli. Da quando è aperto il cantiere, l’area è interessata da continue frane di terreno, detriti e anche interi alberi, le acque che confluiscono verso il basso senza essere adeguatamente raccolte producono costanti allagamenti e danni a i vialetti delle abitazioni. Inoltre i lavori, effettuati proprio a ridosso delle mura quindi in una parte storica della città, hanno lasciato nel degrado una zona monumentale dove è presente una fonte antica, ormai adibita a latrina pubblica, una strada storica, chiamata la mattonata, quasi inutilizzabile per la vegetazione che la ricopre, e delle antiche cisterne, totalmente coperte da una gettata in cemento armato effettuata dall’impresa costruttrice.

Rosita Pantanetti

Rosita Pantanetti

 A denunciarlo è Rosita Pantanetti, maceratese residente in contrada Santo Stefano che subisce gli inconvenienti di questa situazione irrisolta senza essere mai stata ascoltata dalle autorità competenti. «Circa 10 anni fa, credo nel 2002, è stato aperto un cantiere da parte dell’impresa Avvenire per la costruzione di un parcheggio privato multipiano – dice Rosita Pantanetti –  L’area è adiacente alle mura, proprio nella zona chiamata il “balcone della città” per il panorama che offre; eppure questo stranamente non ha creato molti vincoli alla realizzazione di quest’opera che oggi è ancora fatiscente». Rosita Pantanetti abita proprio al di sotto di questo cantiere mai concluso e già varie volte ha segnalato i suoi dubbi soprattutto sulla messa in sicurezza del parcheggio.

La rampa sospesa nel vuoto del parcheggio Leopardi

La rampa sospesa nel vuoto del parcheggio Leopardi

«Spesso a causa delle piogge frana il terreno, i terrazzamenti che erano presenti sono stati distrutti con la possibilità che vengano giù anche interi alberi nelle nostre case come è già successo in passato. Queste frane insieme all’assenza di opere di canalizzazione delle acque creano ampi allagamenti nelle adiacenze delle nostre case, i vialetti si riempiono di buche che dobbiamo sempre far ricoprire a nostre spese. Infine siamo anche timorosi che un giorno la strada stessa possa cedere perchè l’opera è stata realizzata su terra di riporto, con materiali dubbi, in contropendenza e con un’eccessiva salita». La preoccupazione della Pantanetti è rivolta alla rampa di uscita del parcheggio che se osservata dal basso evidenzia una voragine nella parte sottostante, causata anche dal continuo cedimento del suolo. Secondo la residente la strada «è molto pericolosa, se la guardata da vicino è sospesa nel vuoto e anche la parte consolidata poggia su un terreno che continua a franare. E’ stata costruita in varie tappe, per ovviare agli errori commessi. Il primo progetto veniva giù dritto, non c’era il dente che sporgeva come ora. Ma quel progetto non permetteva alle auto in uscita dal garage di avere sufficiente spazio per girare, così hanno aggiunto un pezzo. Abbiamo paura che un giorno vedremo franare giù tutto, strada e auto comprese perchè è evidente che non può reggere in queste condizioni per molto tempo, anzi già sta franando».

Viale leopardi degrado

L’ingresso dell’antica fonte cementificata e abbandonata

 Da una lato la denuncia riguarda la sicurezza e il mancato controllo del cantiere da parte delle autorità, dall’altro la signora vuole porre in risalto anche il degrado dell’area, dovuta al permanere del cantiere. «Un’altra via d’accesso alla mia abitazione è costituita da una strada storica, la mattonata al culmine del quale c’era una fonte d’acqua storica. Ora la zona è lasciata nel più completo degrado. La fonte è una latrina e un deposito di spazzatura, la strada è sommersa dalla vegetazione e dai muschi che la rendono quasi impraticabile, le cisterne, che erano formate da tanti archetti, sono state cementificate dall’impresa mandandole perdute per sempre. Possibile che si possano fare questi interventi su aree monumentali senza criterio per poi lasciarle pericolose e incompiute?». Ma Rosita Pantanetti si lamenta anche per lo sporco e l’atmosfera angusta che regna nella zona soprattutto di notte:«L’esterno è abbandonato, trovo sporcizia di ogni tipo, anche feci umane perchè alcuni hanno pensato bene di farne un gabinetto. Quando torno a casa ho paura di trovare brutte sorprese e anche di essere aggredita. Se poi va tutto bene inizia l’impervia discesa in una vegetazione spesso incolta. Perchè devo vivere così? Non posso più uscire di casa, da un lato le frane egli allagamenti dall’altro sporcizia e degrado. Le tasse le ho sempre pagate, vivo qui da 30 anni, e da quando hanno iniziato questi lavori per me è un incubo, non voglio più subire questa situazione insostenibile, voglio essere ascoltata dalle autorità».

 

degrado viale leopardi

 

 



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