La lunga marcia della matricola,
Cska Amatori Corridonia in Prima
E’ festa promozione (Foto)

PLAY OFF SECONDA CATEGORIA - Il trionfo arrivato oggi pomeriggio a Marina di Montemarciano contro la Vadese. Decisivo Sacha Amaolo
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Il selfie del Cska Amatori Corridonia

 

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Diallo e Amaolo

 

di Michele Carbonari

Impresa Cska Amatori Corridonia: bomber Sacha Amaolo stende la Vadese e corona il sogno della Prima Categoria. Sul neutro di Marina di Montemarciano il capitano di mille battaglie decide un match combatuto e tirato ma che ha premiato l’impegno dei ragazzi di mister Paolo Paoloni, alla quarta partita nella post season. Arrivatato terzo in campionato, il Cska Amatori prima vince 3-2 in casa con la Belfortese, poi 2-1 in rimonta e in trasferta contro l’Elfa Tolentino ed infine batte di misura il Casette d’Ete sul neutro di Montegranaro. Il sogno sembra svanire quando scivola a Cupra Marittima al cospetto del Lama United, ma sul più bello gli uomini del presidente Giorgio Carducci gettano il cuore oltre l’ostacolo e riescono a superare la Vadese a Marina di Montemarciano grazie al suo uomo simbolo: Sacha Amaolo. Mai nella sua storia la matricola di Corridonia era riuscita ad arrivare così in alto. Un percorso che nei nove anni di vita ha premiato il lavoro di un giovane gruppo dirigente, cresciuto di pari passo a questa particolare e piacevole realtà del panorama provinciale.

Cska-2-1-325x244«Vivo questo momento come un bambino, con grande entusiasmo – esordisce il numero uno Giorgio Carducci -. Ad inizio anno il nostro obiettivo era arrivare ai playoff, ma non ci aspettavamo la promozione. Agli spareggi abbiamo vinto contro squadroni come Elfa e Casette d’Ete. La chiave principale che ha fatto la differenza è che di partita in partita è cresciuto sempre di più l’entusiasmo, che ha coinvolto giocatori, dirigenti e pubblico. Dopo i playoff con Belforte è stato puro entusiasmo e abbiamo vissuto ogni partita come una festa. In seguito all’accordo con gli Amatori puntavamo alla Prima nel giro di due tre anni. Quindi il sogno era in cantiere, ma farlo in questo modo è fantastico, bellissimo – prosegue il massimo dirigente, da sempre alla guida del sodalizio di Corridonia -.

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I dirigenti del Cska Amatori Corridonia

Tutto è nato da due amici. Giocavamo a Corridonia, poi abbiamo deciso di fare una squadra per divertirci, con calciatori del posto. Da lì è cresciuta l’ambizione, sono venuti giocatori che non si trovavano bene con le società limitrofe. Abbiamo vinto i playoff al terzo anno di Terza categoria e al primo anno di Seconda ci siamo salvati con la stessa squadra. La stagione successiva abbiamo conquistato la salvezza ai playout in trasferta contro la Pennese. In quel momento è partito un altro ciclo, è scattato qualcosa. Soprattutto in alcuni giocatori, come Amaolo, Carletta e Battista. Da quella sera si sono uniti e hanno coinvolto altri giocatori che sono venuti da noi, nonostante le nostre basse possibilità economiche, ma in un ambiente serio e di dirigenti giovani. Poi siamo arrivati noni e in seguito ci siamo uniti con gli Amatori Corridonia, retrocessi dalla Prima ma con l’obiettivo di riconquistarla nel giro di pochi anni. Ci siamo riusciti – continua Giorgio Carducci -. Dedico questa promozione a tutti i ragazzi, soprattutto quelli che hanno fatto panchina o tribuna ma che non hanno saltato un allenamento. Anche ai tre giocatori che ho citato prima, che hanno rinunciato a proposte di altre società. Vorrei ringraziare anche tutti coloro che in questi due mesi mi sono stati vicino. Eravamo sesti in campionato dopo Ripesanginesio. La squadra era spenta e piena di infortuni, criticata. Martedì, giovedì e sabato sono stati sempre presenti e ci hanno sempre creduto, quando per altri eravamo spacciati. In quel momento la forza sono stati i miei dirigenti: Di Caprio, Pazzarelli, Romagnoli e Pupilli, mi hanno sempre appoggiato mentre qualsiasi altro avrebbe mollato. Ma noi siamo sognatori e il merito è loro – conclude il presidente del Cska Amatori Corridonia -. Vorrei dedicare il successo anche a Manuel Morresi, che oggi non è riuscito a venire ma al quale abbiamo dedicato un cartello. È stato lo storico capitano ed ora veste il doppio ruolo di giocatore e dirigente. La sua esperienza è stata fondamentale per il gruppo».

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Al centro, mister Paolo Paoloni

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