Risarcimento Estra in Consiglio:
«Gas Marca sovrastimò gli utili»
Lite sul bilancio Mei-Ciarapica
CIVITANOVA - Il consigliere Stefano Ghio, che poi ha abbandonato l'aula per protesta, ha portato in assise gli atti sulla querelle del gas. L'assessore Roberta Belletti ha illustrato i dati del bilancio comunale
di Laura Boccanera
Vicenda Estra e tassa di soggiorno al centro degli interventi sul bilancio di previsione che è stato approvato ieri sera dal consiglio comunale di Civitanova. Dopo i numeri illustrati dall’assessore Roberta Belletti, i principali interventi sono stati quelli del consigliere Stefano Mei e del consigliere Stefano Ghio che a metà consiglio, e prima della votazione, ha abbandonato l’aula in segno di protesta per l’intervento ritenuto “politico” da parte di Ghio del segretario comunale Sergio Morosi.
Il consiglio si è aperto con l’illustrazione del bilancio da parte di Belletti che ha illustrato gli interventi di riduzione del carico fiscale per i cittadini che ammonta a circa 300mila euro (Irpef – 0,02%, soglia di esenzione innalzata a 8.174 euro, riduzione di 25 centesimi sul costo del pasto a mensa, riduzione 10% asili nido). Le entrate del 2019 ammontano nel previsionale a 72 milioni 980mila euro, a fronte di un accertato 2018 di 86 milioni. Le spese correnti per il 2019 pesano 38 milioni 552mila euro, di cui 340mila al turismo. E proprio il capitolo relativo al turismo è stato al centro dell’intervento di Mei che ha accusato l’amministrazione di fare «il gioco delle tre carte» col capitolo sul turismo dopo l’introduzione della tassa di soggiorno: «E’ un bilancio con poco coraggio – ha detto Mei – le misure adottate fanno ridere. Non c’è stato alcun taglio alle tariffe come sbandierato in campagna elettorale, stiamo ancora aspettando i tagli alla Tari, i tagli di 0.02% su un reddito di 20mila euro producono 4 euro di risparmio. Con dispiacere noto che il Comune fa il gioco delle tre carte. Quando ci è stata presentata la tassa di soggiorno ci era stato detto che l’introito sarebbe stato destinato al turismo per migliorare i servizi per i turisti. Mi immaginavo che a fronte dei 355mila euro del 2018 avremmo trovato gli stessi soldi, più i 100mila euro della tassa di soggiorno, e invece nel previsionale ci sono 340mila euro, ovvero 10mila euro in meno».
A distanza gli risponde il sindaco tramite Facebook (è all’estero e ieri non era presente in consiglio comunale): «i numeri bisogna saperli leggere, altrimenti si rischiano figuracce. Sgarbi gli avrebbe detto “capra”. Mei confronta dati non omogenei: la previsione definitiva del 2018 con quella iniziale del 2019. Se avesse confrontato la previsione iniziale dei due anni, avrebbe evidenziato le seguenti cifre: turismo 293 mila euro nel 2018 e 340 mila nel 2019. Si sta anche lavorando per rendere più accogliente la città, sotto il profilo della pulizia, del decoro, dell’aumento del verde e della viabilità con la prossima realizzazione delle rotatorie al termine della superstrada e annesso riammagliamento viario che consentirà un accesso più fluido e veloce verso il centro e il mare». Pronta la risposta di Mei: «Ringrazio il sindaco per la “capra”, peccato che proprio il dirigente mi spiega che il dato da confrontare è il definitivo previsione 2018 e il previsionale 2019. Anche fosse come dice lui partendo quindi dai 298mila euro del primo previsionale con 120 mila euro in più quanto farebbe? Sempre più dei 340 mila euro messi in bilancio ora. Come mai ieri sera né assessore al bilancio né assessore al turismo mi hanno dato questa informazione? Poi parla di riammagliamento viario insieme alla rotonda fine superstrada ma quando e come? Quelle opere sono state tolte dal piano triennale opere pubbliche quindi con quali soldi e con che programmazione? Le figuracce sarei ben felice di farle ma poi trovo sempre qualcuno che mi batte».
Tira fuori invece, con tanto di atti alla mano la storia di Estra e del milione e mezzo di euro che la società toscana vuole indietro da Atac a garanzia. Ghio tramite un accesso agli atti arriva in possesso della lettera con la quale Estra informa Atac che sono arrivate 98 fatture di Gas Marca (che l’Estra ha acquisito in due tranche per 12 milioni di euro) da parte di operatori fornitori di energia a titolo di conguaglio per la fornitura dal 2013 al 2016 e che ammonta a 986mila euro. Il problema nasce perchè Gas Marca avrebbe fatturato ai propri clienti 118.300.446 metri cubi di gas iscrivendo nei bilanci i corrispondenti ricavi a fronte di costi per l’acquisto pari invece a 114.852.934 metri cubi, senza contabilizzare i costi per fatture. Un errore che avrebbe comportato una sovrastima degli utili di esercizio nei bilanci dal 2013 al 2016 e quindi dei dividenti distribuiti. Ma Estra obbietta che Gas Marca dovrebbe ricevere anche altre fatture a conguaglio per altri 200mila euro, 180mila euro e 70mila euro. Da qui la somma di un milione e mezzo richiesto indietro ad Atac quale garante in qualità di venditore delle quote. Il presidente di Atac Massimo Belvederesi risponde che non ritiene Atac garante dei costi di Gas Marca. Ghio in consiglio ricostruire l’impalcatura dell’accaduto e chiede conto ai revisori dei conti se questo aspetto è stato valutato (ovvero un possibile contenzioso) a cui si sommerebbe la richiesta di congelamento dei 6 milioni per l’esito incerto della causa Ceccotti. Sull’argomento interviene anche il consigliere Marzetti: «sulla vendita ad Estra la responsabilità è dell’amministrazione Corvatta, c’era lui quando è maturata la vendita di Gas marca». Presidente della società del gas era infatti Flavio Rogani, presidente sotto Corvatta, e poi candidato con Ciarapica nella lista civica della Capponi e di Basile, attualmente consulente per il mercato ittico.
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Per favore, oramai mi sono ridotto alla “canna ” del gas. Non togietelelo!!!