Denuncia a Mei, Emiliozzi: «Chiarite»
Ciarapica «Le parole vanno pesate,
il caso Troiani insegna»
CIVITANOVA - La parlamentare del Movimento 5 Stelle: «In gioco ci sono valori come la libertà di opinione e il libero esercizio delle prerogative politiche dell’opposizione». Il primo cittadino chiarisce che l'incarico affidato al legale è per la diffida presentata dal pentastellato: «Non vogliamo mettere bavagli, ma in quel testo ha travalicato la critica»
di Laura Boccanera
Denuncia della giunta a Stefano Mei, «il sindaco chiarisca, ci sono in ballo valori non comprimibili come la libertà di opinione». Così la parlamentare del Movimento 5 stelle, Mirella Emiliozzi, che con una nota chiede al primo cittadino Fabrizio Ciarapica di chiarire gli obiettivi per i quali la giunta ha dato mandato ad un legale di valutare il contenuto della diffida presentata da Mei su Villa Eugenia. «Nei giorni scorsi ho appreso che la Giunta di Civitanova sarebbe in procinto di procedere giudizialmente nei confronti del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Stefano Mei – scrive Emiliozzi – ipotizzando il reato di diffamazione, in relazione ad una diffida che denunciava l’inopportuna modalità di cessione dello storico immobile di Villa Eugenia e del verde storico ad essa connesso.
Parrebbe che l’intenzione di procedere sarebbe non contro il consigliere Mei bensì nei confronti di coloro che avrebbero commentato la notizia sui social. Credo sia opportuno che la Giunta faccia immediatamente chiarezza, perché in gioco ci sono valori molto alti e non comprimibili, quali la libertà di opinione e, per quanto concerne Stefano Mei, addirittura il libero esercizio delle prerogative politiche dell’opposizione. Noi siamo sempre stati per la tutela della libertà di opinione ed abbiamo trovato nel web lo spazio elettivo dove confrontarci e costruire le nostre battaglie. Nei social ciascuno può esprimersi ed assumersi la responsabilità di ciò che scrive ma è singolare che la Giunta di una città moderna ed importante come Civitanova confonda la tutela dell’ente con la tutela del proprio operato e, soprattutto, ritenga degna di attenzione e meritevole di spese giudiziarie l’eventuale intemperanza di occasionali commentatori. Esprimo dunque la solidarietà mia e di tutto il meet up di Civitanova al consigliere Mei ed auspico che la Giunta voglia precisare la propria posizione».
Interpellato, il sindaco chiarisce il perchè della querela che invece è proprio diretta al consigliere Mei: «Nella diffida di Mei ci sono espressioni che per forma e contenuto ledono l’amministrazione – dice Ciarapica – Una lettera che è stata pubblicata su Facebook e che è stata inviata anche all’ordine degli avvocati. Utilizza un modo di esprimersi pesante anche verso l’avvocato Cingolani. Con questo non vogliamo mettere bavagli, la contestazione e la critica è legittima, ma Mei in questa diffida insinua il dubbio che ci siano state condotte dolose e irregolari e come giunta ci dovevamo difendere, allude che ci siano stati favoritismi e secondo più avvocati sono stati travalicati i limiti della critica aspra. Comportamenti che non si possono tollerare specie da chi rappresenta le istituzioni, è stato un candidato sindaco, non si rende conto di quello che scrive?» E sullo sdegno suscitato dal fatto che si utilizzino soldi pubblici per querelare eventuali offese dirette al sindaco, Ciarapica afferma: «i dirigenti e il segretario ci hanno detto che era regolare e si poteva fare. Non è Fabrizio Ciarapica che querela Mei, ma la giunta che querela un atteggiamento nei confronti dell’amministrazione e della città. Si reca un danno alla città e rientra nella normalità delle cose, è un’argomentazione ininfluente. Anche Pucci e Bottiglieri furono denunciati da Corvatta e all’epoca non mi ricordo lo sdegno e l’alzata di scudi per i bavagli e la censura. Non vogliamo imbavagliare nessuno, però le parole vanno pesate. Il caso Troiani insegna e ora anche lui sta pagando le conseguenze delle sue dichiarazioni, altrimenti chiunque può dire tutto e così non è. Un conto poi quello che dice un cittadino, un conto se a dirlo è un consigliere comunale». Oltre alle parole di Mei l’avvocato incaricato valuterà anche eventuali profili diffamatori sui commenti pubblicati sui social.
«Diffamatoria la diffida su Villa Eugenia», la giunta denuncia il consigliere Mei


Per me si vuole imbavagliare la stampa. Oggi è del tutto inutile. Con facebook non c’è bavaglio che tenga.