«A Ussita farmacia e medico
un’ora a settimana»
SANITA' - Per prendere le medicine altrimenti bisogna arrivare a Visso. Si attende un nuovo dottore che dovrebbe arrivare a primavera

A destra Sante Basilli insieme al sindaco di Ussita, Vincenzo Marini Marini
di Federica Nardi
A Ussita la farmacia «è aperta un’ora a settimana e anche il medico di base c’è un’ora a settimana. Almeno per la sanità i servizi ci devono essere». A raccontarlo è Sante Basilli, assessore alla Sanità del piccolo comune montano. Uno di quelli dove i terremoti del 2016 hanno colpito più forte. La farmacia, aperta nella cosiddetta “area commerciale”, nella piazza a pochi metri dal vecchio municipio ormai inagibile, è una delle strutture provvisorie messe a disposizione dalla Protezione civile. Antonella Piermattei, titolare, specifica la farmacia è aperta «il mercoledì dalle 15 alle 16. Porto anche i medicinali a domicilio se serve». Il resto della settimana per prendere le medicine insomma bisogna avviare l’auto e arrivare fino a Visso. Sia da Ussita che da Castelsantangelo (comuni dove sono assenti anche i servizi bancari di base, come il bancomat).
Discorso diverso per il medico di base, una dottoressa in questo caso, che a Castelsantangelo è entrata in servizio da poco (un’ora al giorno per cinque giorni a settimana) e sta prendendo in carico anche i pazienti di Ussita e Pieve Torina, dove ha un ambulatorio secondario. Solo che, al momento, ha davvero pochi assistiti (circa 132). Da qui, come spiega Alberto Carelli dell’Area vasta 3, l’orario di apertura così ridotto (il medico che l’ha preceduta, che ora si è trasferito da Visso a Pieve Torina, garantiva l’apertura solo 90 minuti a settimana). «Le ore di apertura di un ambulatorio vanno in base al numero degli assistiti – spiega Carelli – quindi invito gli ussitani a scegliere il medico di base in modo che possa organizzare gli orari dell’ambulatorio». Ad aggiungere un po’ di confusione infatti è arrivato anche il domino di incarichi causato dal pensionamento del medico di base di Pieve Torina, che aveva circa mille assistiti in tutto in comprensorio. Sono ancora circa 400 quelli che devono scegliere con quale medico sostituirlo. Nel frattempo il suo posto vacante a Pieve Torina è stato chiesto e assegnato al medico che prima faceva base a Visso. Che, in poco tempo, ha raggiunto il numero limite di pazienti (1500). A Pieve Torina, in ogni caso, ci sono altri due medici disponibili. Mentre il vuoto lasciato a Visso, spiega Carelli, «sarà colmato a marzo, massimo aprile, con l’arrivo di un nuovo medico».