Dalle fonti storiche
alla villa dell’ex rettore Corradini:
«Necessario difendere il paesaggio»

MACERATA - L'associazione La Reggia Picena durante un dibattito all'hotel Claudiani ha evidenziato l'importanza di proteggere i reperti della memoria. L'architetto «Basta congelare i beni storici, devono vivere con la città». Lo strumento è quello dei patti di collaborazione. Attacco all'amministrazione da parte del consigliere Marchiori: «Si sono scordati di far passare i lavori del candidato del Pd in commissione edilizia»
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Silvano-Iommi

Silvano Iommi

di Marco Ribechi

Tutela del patrimonio storico di Macerata, riparte anche la questione villa Corradini. Si è parlato anche della vicenda che riguarda la nuova abitazione dell’ex rettore Unicam Flavio Corradini (leggi l’articolo), candidato Pd alle ultime elezioni politiche, nell’incontro di ieri pomeriggio nella sala convegni dell’Hotel Claudiani. Promosso dall’associazione La Reggia Picena ha visto sul tavolo dei relatori l’architetto Silvano Iommi, che ha spiegato l’importanza della conservazione del paesaggio e dei reperti di memoria urbana, la dottoressa Marina Santucci che si è occupata di illustrare lo strumento dei patti di collaborazione che permettono ai cittadini di prendersi cura di porzioni della città, il consigliere di opposizione Andrea Marchiori che ha fatto il punto sulla questione della villa e della fonte Pozzo del mercato e infine il giornalista Carlo Cambi, giunto in extremis al termine del dibattito.

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Marina Santucci

Ad aprire l’incontro con una proposta di discussione Silvano Iommi: «Quello sulla conservazione del paesaggio è un dibattito da avviare a Macerata – spiega l’architetto – Non bisogna confonderlo con il panorama che ha solo una valenza estetica ma è necessario includere anche tutte le memorie culturali e antropologiche. Non si può essere d’accordo con gli interventi fatti fino ad oggi che hanno congelato i reperti come ad esempio i fontanili antichi, trasformandoli in icone vuote e senza alcuna relazione con la vita dei cittadini». Proprio negli ultimi mesi, grazie anche alla creazione del gruppo Facebook “Ricordi di Macerata” alcuni maceratesi si sono dati da fare per riscoprire le vie d’acqua della città e per riportare alla luce alcuni siti dimenticati come quello di fonte Moscardina. «Se c’è la volontà dei cittadini è possibile utilizzare lo strumento dei patti di collaborazione – spiega Santucci nel suo intervento – che permette di adottare e prendersi cura di parti della città. Il comune di Bologna è capostipite in questo e solo nel 2017 ha stipulato oltre 170 patti». Lo strumento può essere adottato da singoli cittadini, gruppi, associazioni, enti privati e consente di stabilire un accordo col Comune e tutelare alcuni ambiti cittadini, come potrebbero essere appunto i fontanili periurbani per realizzare quello che è stato definito “Il museo in movimento”.

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Il consigliere Andrea Marchiori

L’intervento a Fonte Pozzo del Mercato, adiacente a Villa Corradini, rappresenterebbe proprio un esempio di cattiva gestione paesaggistica: «Demolire un edificio vetusto per sostituirlo con uno nuovo è una pratica virtuosa – spiega il consigliere Marchiori – sono le modalità ad essere totalmente errate. I lavori devono salvaguardare la fonte storica che si trova a meno di 20 metri e per questo la proposta della pratica edilizia doveva essere approvata dalla Commissione edilizia specialistica. Invece nella pratica si sono dimenticati di menzionare la fonte e il sindaco non ha neppure risposto alla nostra richiesta di convocazione. Solo oggi, dopo che dei privati cittadini se ne sono interessati, l’amministrazione comunica di voler restaurare la fonte, ma quando? Come mai non era nel programma che è già stato presentato? Quando abbiamo discusso in consiglio lo abbiamo dovuto fare a porte chiuse, c’è qualcosa che appare poco chiaro nell’operato dell’amministrazione».

 

 

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Foto di Franco Carletti



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