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Sale giochi, stretta del questore:
vietato l’ingresso ai minori fino alle 13
nei giorni di scuola

MACERATA - Antonio Pignataro ha emanato la nuova tabella dei giochi proibiti. Agenzie di scommesse e sale Vlt sempre off limits per gli under 18. Annunciati rigorosi controlli negli esercizi pubblici
mercoledì 14 Novembre 2018 - Ore 14:18 - caricamento letture
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Tutela dei minori e prevenzione del gioco d’azzardo patologico sono due dei principali obiettivi che il questore di Macerata Antonio Pignataro si è prefissato anche attraverso l’emanazione della nuova Tabella dei Giochi Proibiti già trasmessa ai 55 Comuni della Provincia. Saranno rigorosi i controlli del personale della questura nelle sale da gioco, nei circoli privati e negli altri esercizi pubblici autorizzati alla pratica del gioco o all’installazione di apparecchi da gioco. Fra gli obblighi dei titolari degli esercizi, il divieto d’accesso e l’uso di tutti i tipi di gioco, fino alle 13, ai minori di anni 18 nei giorni di lezione scolastiche. Inoltre quello di vietare ai minori di anni 18 i giochi con vincita in denaro, nonché l’ingresso e la permanenza in luoghi di maggiore rischio, come le agenzie di scommesse e le sale Vlt. Gli esercenti saranno in particolare controllati circa l’obbligo di richiedere ai clienti l’esibizione di un documento di riconoscimento in caso di maggiore età non manifesta e di assicurarsi che gli apparecchi e i giochi di qualsiasi specie non siano suscettibili, per le immagini riprodotte, di nuocere allo sviluppo psicofisico dei bambini e adolescenti, sia che partecipino al gioco che ne siano spettatori.

Il questore Antonio Pignataro

Per il questore Pignataro sono da considerarsi vietate le seguenti immagini: quelle particolarmente brutali o crude o scene che comunque possano creare turbamento o forme imitative del minore; quelle comprendenti minori autori, testimoni o vittime di reati; minori in grottesche imitazioni degli adulti; immagini di violenza gratuita o pornografiche; immagini che offendono le confessioni o i sentimenti religiosi; minori impegnati in atteggiamenti pericolosi, di aggressività ed auto aggressività; minori intenti al consumo di alcool, tabacco o sostanze stupefacenti; scene che screditano l’autorità, la responsabilità e i giudizi dei genitori, insegnanti e altre persone autorevoli; situazioni di trasgressione o che propongono discriminazioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. L’attenzione viene particolarmente rivolta al gioco d’azzardo patologico, vietando qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da biliardo o da gioco, nonché agli altri esercizi commerciali o pubblici o circoli privati ed associazioni o nelle aree aperte al pubblico, autorizzati alla pratica del gioco o all’installazione di apparecchi da gioco. 800.012277 è il numero telefonico verde per le dipendenze patologiche, che offre anche assistenza ed orientamento alle persone dipendenti da Gioco d’Azzardo Patologico che dovrà essere affisso in maniera visibile all’ingresso ed all’interno di ogni luogo dove si svolge l’attività nonché su ogni apparecchio e congegno per il gioco. È anche prevista l’esibizione al pubblico del materiale informativo predisposto dalla Regione Marche e competente Asur, sui rischi derivanti dal gioco eccessivo, sui servizi socio-sanitari attivati dal piano regionale integrato, nonché test di verifica finalizzato ad una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza ed indicazioni circa la possibilità di utilizzare dispositivi che consentono di definire un limite di importo da giocare o un tempo massimo di utilizzo degli apparecchi.
Restano fermi i divieti già previsti in passato per il gioco d’azzardo ed alcuni giochi con le carte e altri giochi ad alto rischio. Un ulteriore giro di vite riguarda le disposizioni inerenti gli apparecchi automatici, semiautomatici ed elettronici, con disposizioni maggiormente rigorose. Le sanzioni previste sono di carattere amministrativo e penale, prevedendo per i trasgressori anche sanzioni accessorie che comportano la sospensione dell’esercizio per periodi fino a tre mesi o, nei casi più gravi, la revoca dell’autorizzazione.



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