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Rata, Casalini rinuncia ai simboli:
«Sono un patrimonio della città,
rimangano ai tifosi»

CALCIO - Si conclude in questo modo la querelle iniziata con l'acquisizione dei marchi da parte degli Amici della Rata
mercoledì 7 novembre 2018 - Ore 19:46 - caricamento letture
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Patrizia Casalini e Alberto Ruggeri

 

di Mauro Giustozzi

Patrizia Casalini rinuncia a qualsiasi ulteriore azione sui simboli della Maceratese. In questo modo risponde alla comunicazione che il curatore fallimentare Alessandro Benigni, tramite il legale Andrea Giuliodori, aveva inviato allo studio legale bresciano Nolli oltre un mese fa in risposta alla diffida fatta pervenire agli Amici della Rata sull’utilizzo dei marchi legalmente acquisiti dall’asta fallimentare. La missiva è stata recapitata per conoscenza sia all’associazione presieduta da Giovanni Orlandi che alla Federazione Italiana Gioco Calcio. «La signora Casalini mia assistita ha concluso l’acquisizione del marchio ‘SS Maceratese’ in assoluta buonafede –ha scritto l’avvocato Antonio Alessandro Nolli- quando ancora non era intervenuta alcuna sentenza di fallimento, esattamente nel dicembre 2017. La registrazione dei marchi ad opera della signora Casalini, tuttavia, è avvenuta in data successiva al fallimento. La mia assistita, durante la compravendita del marchio, non era per nulla a conoscenza della procedura fallimentare in corso e della successiva trascrizione ‘contro’ della sentenza di fallimento. La comunicazione inviata dallo scrivente studio legale in data 03/08/2018 è stata redatta traendo le basi, in perfetta buona fede, da un’apparente situazione di fatto, evidentemente difforme dalla realtà».

Giovanni Orlandi, presidente di Amici della Rata

Poi l’avvocato lombardo, a nome e per conto della sua cliente Patrizia Casalini, indica i motivi che hanno portato a questa decisione di non andare avanti nel contenzioso con la curatela fallimentare. «Ciò posto, riconoscendo l’importanza storica, simbolica e affettiva che i marchi ‘SS. Maceratese’ e ‘SS. Maceratese 1922’ rappresentano per la città di Macerata e di tutti i cittadini tifosi, la signora Casalini intende rinunciare ad ogni legittima azione a tutela dell’acquisizione dei marchi e ciò in favore della città di Macerata e di tutti i cittadini e tifosi nel rispetto di un marchio che costituisce sicuramente un patrimonio che non può che appartenere ai maceratesi. Con l’auspicio –conclude l’avvocato Nolli- che tali marchi restino custoditi direttamente dalla tifoseria. Per aspera ad astra». Una querelle che si è trascinata da mesi, con a più riprese interventi della stessa Casalini che contestava la vendita all’asta fallimentare dei simboli del club che ha chiuso i battenti nel 2017, che rivendicava di suo possesso simboli, marchio e materiale che è stato acquisto poi dagli Amici della Rata, associazione che ha versato 4.100 euro per ottenere la proprietà dei marchi della SS. Maceratese 1922, della SS. Maceratese srl, del torneo Velox e del logo che compariva sulle maglie della Rata. Dapprima i bresciani avevano rivendicato questa proprietà, poi lo scorso 3 agosto è arrivata questa diffida legale alla quale il 24 settembre ha risposto il curatore fallimentare Alessandro Benigni, ricordando quello che è stato il percorso giuridico che lo ha portato poi all’asta per l’aggiudicazione di quel poco che restava di una società depredata di ogni suo bene nel corso degli ultimi mesi di vita. «E’ evidente che quanto da lei diffidato sia frutto di un malinteso rispetto alle vicende societarie e fallimentari pertanto la vicenda si ritiene archiviata» ebbe modo di scrivere in chiusura della lettera inviata allo studio legale Nolli dal curatore fallimentare Benigni. Con questo ultimo atto formale cala definitivamente il sipario su questa vicenda.



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