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«A rischio la sicurezza degli alunni:
i soldi ci sono, spendeteli nel modo giusto»

SINDACATI - I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil chiedono conto delle scelte fatte dal dirigente regionale. «Di tutte le richieste fatte dai presidi, che avevano bisogno almeno di 3 o 4 persone in più a testa, l'ufficio scolastico regionale ne ha assegnata in media solo una, nonostante fondi stanziati appositamente per il cratere»
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Antonio Renga (Cgil) mostra la tabella dell’Usr

di Federica Nardi

«Di tutte le richieste fatte dai presidi, che avevano bisogno almeno di 3 o 4 persone in più a testa, l’ufficio scolastico regionale ha assegnato in media solo una persona in più, nonostante ci siano stanziati soldi appositamente per le scuole del cratere. Quindi non solo il personale Ata non è aumentato, ma mancano 33 persone rispetto allo scorso anno scolastico, solo nel Maceratese. Vuol dire mettere a rischio la sicurezza degli alunni». E’ una denuncia corale quella che arriva sia dai territori colpiti dal sisma che dai comuni vicini. A tracciare il quadro oggi Antonio Renga, Anna Foresi e Elio Carfagna, rappresentanti rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil. Nel mirino le scelte del dirigente regionale, Marco Ugo Filisetti. 

Da sinistra Antonio Renga e Anna Foresi

«Il 10 ottobre, a scuola iniziata – spiega Renga – è uscito un decreto dell’Usr. Il “decreto sicurezza”, dove si assegna il personale Ata in più a tutti gli istituti regionali, compresi quelli del cratere. Prima di tutto, per quelli del cratere, doveva esserci un decreto a sé. Seconda cosa per le scuole del cratere il decreto Milleproroghe ha assegnato 330mila euro mensili proprio per il personale Ata e che quindi non si sa dove sono, dato che in questo decreto la spesa è la stessa dell’anno scorso. Le richieste delle scuole, in pratica tutte quelle della provincia, andavano dai 3 ai 4 dipendenti in più. Questo perché molte scuole, dopo il sisma, sono dislocate in più plessi e quindi c’è bisogno di più personale per controllare che gli alunni siano in sicurezza. Ci sono casi di scuole che hanno un edificio in più con meno personale dell’anno scorso. In un altro caso, sempre nel cratere, non c’è nemmeno il personale per tenere aperti tutti i plessi di un istituto comprensivo. Ma i problemi riguardano anche scuole della costa. Avremo il primo incontro con la dirigenza lunedì pomeriggio. Se non ci saranno le risposte valuteremo se programmare, per la prima volta, lo stato d’agitazione del personale». Le scuole, con il personale ridotto, «vanno avanti sulla buona volontà degli altri c0lleghi – dice Renga -, che fanno anche orari aggiuntivi o non consentiti dal contratto pur di garantire il servizio».

Elio Carfagna

Foresi aggiunge che «questa situazione mette in difficoltà un territorio già offeso da situazioni molto complesse. Chiediamo al direttore regionale di intervenire, fornendo l’organico necessario perché l’emergenza del personale Ata è effettiva. Se i presidi chiedono più persone non lo fanno certo per sfizio, ma perché riscontrano un’effettiva necessità. Nel cratere soprattutto va garantita la scuola, come servizio e come valore per la comunità. I soldi ci sono, perché non vengono spesi?». Carfagna chiude con un invito a Filisetti: «lo invitiamo a rivedere immediatamente questo decreto, altrimenti si assumerà lui la responsabilità di eventuali problemi. Si sta giocando sul senso di responsabilità del personale della scuola».

 

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