Ordinanza sull’autonoma sistemazione,
Luciani: «Da rivedere completamente»

SISMA - Il sindaco di Petriolo anticipa la sua posizione sul testo che sarà discusso domani: «Diverse disposizioni discriminatorie»
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Domenico Luciani

«Testo eccessivamente farraginoso, da rivedere completamente». Così il sindaco di Petriolo, Domenico Luciani, anticipa la sua posizione rispetto alla bozza di ordinanza della Protezione civile che sarà discussa domani ad Ancona nell’ambito del Comitato istituzionale per le attività di ricostruzione post sisma. Una bozza che, come anticipato da Cm, rivede completamente l’assegnazione del contributo nato per aiutare gli sfollati a sostenere costi dell’affitto e della vita dopo il terremoto di due anni fa. Le modifiche maggiori riguardano chi, prima del sisma, viveva in affitto in case poi dichiarati inagibili. 

«Nello spirito di proficua collaborazione tra gli enti che rappresentiamo – dice Luciani -, trovo ancora inique le disposizioni in materia di contributo per il canone di locazione di unità immobiliari tra chi aveva una casa in affitto e chi di proprietà». Nella nota inviata il sindaco propone di prevedere contributi sostitutivi dell’attuale Cas articolati in contributi distinti: per il disagio abitativo (Cda) e per il mancato godimento dell’immobile danneggiato (Cmg). Oltre a una rideterminazione del contributo per l’autonoma sistemazione (Casr) in base al numero dei componenti del nucleo familiare, in misura minore rispetto all’attuale, ma tale che, sommato agli altri due contributi, risulti un contributo complessivo non inferiore all’attuale Cas. Tra i punti presi in esame, l’attenzione di Luciani è anche sull’articolo 2 della bozza che ipotizza un contributo forfettario per chi acquista una nuova casa. «Trovo la misura discriminatoria nei confronti di chi ha trovato un’autonoma sistemazione caratterizzata da stabilità – ha aggiunto -, sarebbe opportuno prevedere solo la possibilità di avere un’anticipazione del contributo spettante e non un contributo forfettario». Altra osservazione riguarda la sistemazione nelle strutture ricettive. «Chi al momento del sisma stava in affitto in un’abitazione con danni lievi dove lo mandiamo? – domanda Luciani -. E’ bene concedere una sae anche ai nuclei familiari provenienti da case con danni lievi (di tipo B all’interno di una zona perimetrata)». Infine, Luciani ha chiesto anche un contributo per i proprietari per il mancato godimento degli edifici resi inagibili dal sisma.

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