Notte della ricerca, l’augurio di Bocelli:
«Amate sempre quello che fate» (Foto)
UNIMC - Quasi sessanta eventi e 150 ricercatori hanno animato piazze e strade del centro storico di Macerata per la manifestazione in contemporanea con altri atenei italiani ed esteri. Il rettore Francesco Adornato: «E' bene che anche la nostra università esca dai propri confini tradizionali ed entri in contatto alla pari con persone e territori»

«L’augurio che faccio a tutti i ragazzi e ai ricercatori è quello di poter fare nella vita quello che loro amano, ma soprattutto, amare quel che fanno». Questo l’augurio di Andrea Bocelli, che ha inviato un video per salutare l’università di Macerata in occasione della Notte della ricerca. Ieri la città, insieme a tante altre realtà italiane e oltre confine, ha organizzato la manifestazione che porta nelle piazze il lavoro quotidiano di docenti, ricercatori e studenti.

Carla Danani e Francesco Adornato
Dopo l’edizione zero del 2017, quest’anno l’ateneo è rientrato in un progetto collettivo che ha coinvolto dodici città italiane. “Sharper” è il nome che ha distinto questo sodalizio, un acronimo di un’espressione che, in inglese, indica la voglia di condividere la passione dei ricercatori per i fatti, i dati, le osservazioni raccolti, accumulati e interpretati con un’attività costante e paziente giorno dopo giorno. Importante il gemellaggio con Ancona, che ha suggellato la feconda collaborazione già da tempo avviata con la Politecnica delle Marche: una unità di saperi complementari in ambiti quali l’archeologia, che ieri ha manifestato tutto il proprio potenziale attraverso prodotti di estremo fascino anche per il grande pubblico, come la spettacolare ricostruzione video in tre dimensioni dell’antico teatro romano di Helvia Ricina. In questo senso è stata significativa la diretta radiofonica dei due rettori Francesco Adornato e Sauro Longhi, ognuno dalla propria piazza cittadina. Quelle piazze, che, riprendendo le parole del vertice di Unimc, «sono lo spazio simbolico e ideale dove le persone si incontrano, si scambiano saluti e storie. Ed è bene che anche il nostro ateneo esca dai propri confini tradizionali ed entri in contatto alla pari con persone e territori». Quasi sessanta eventi, circa 150 ricercatori, sotto il coordinamento dell’Area ricerca e della docente delegata Carla Danani, hanno animato ieri il centro storico della città, nella cornice offerta dal loggiato del Palazzo degli studi, delle piazze e dei cortili vicini. Si poteva passeggiare, prendere un aperitivo e sedersi per scoprire alcuni aspetti insoliti e interessanti delle più recenti ricerche in ambiti svariati: economia, filosofia, letteratura, sociologia, psicologia solo per citarne alcuni. E ancora: laboratori per bambini, performance forensi, sketch in latino, favole accompagnate da disegni di sabbia, danze cinesi e un’antica aula riprodotta su un grande pannello ai magazzini Uto dove chiunque, adulto o bambino, poteva “entrare” e divertirsi tra smorfie e marachelle tramite un gioco di ombre. Alla biblioteca di Ateneo del Casb in piazza Oberdan rimarrà visitabile anche nei prossimi giorni la sorprendente mostra di opere d’arte generate da sistemi matematici.
(foto di Fabio Falcioni)






















