Teatro della comunità,
un sogno in riva al mare
CIVITANOVA - Concluso il laboratorio di Marco Di Stefano. Tanta partecipazione ed emozione per una delle messe in scena più toccanti e suggestive mai realizzate. Gli attori sono arrivati in barca
Le onde del mare, gli attori che arrivano dalla spiaggia e poi il volo dei palloncini. La nuova location del teatro della comunità, fatta di sabbia e brezza marina, ha regalato un’emozione unica allo spettacolo finale messo in scena da Marco Di Stefano e Tanya Kabarova allo chalet Il Veneziano di Civitanova.

Uno degli spettacoli più coinvolgenti delle 98 rappresentazioni curate dall’attore a partire dal 1984. L’onda lunga della soddisfazione è ancora palpabile e quella che era diventata una necessità (la ricerca di una sede in cui fare prove e spettacolo dopo il rifiuto dell’amministrazione a fornire un contributo) ha donato un’opportunità unica allo spettacolo, reso possibile grazie al finanziamento di privati e sponsor. Tutta una città si era mobilitata anche economicamente, dopo la defezione del Comune per permettere lo svolgimento del laboratorio teatrale che ha visto impegnati numerosi abitanti della zona di diversa età esperienza e storia personale. La bella collaborazione con l’istituto Santo Stefano ha permesso ad alcuni giovani ospiti in diverse strutture di partecipare e felicemente integrarsi nel tessuto dello spettacolo che giorno per giorno ha preso corpo e vita sulla spiaggia di Civitanova. I bagnanti curiosi mentre al tramonto lasciavano la spiaggia incrociavano i teatranti che la trasformavano in un magnifico palcoscenico naturale. “Non basta una vita per un destino” il titolo scelto per il laboratorio per elaborare un filo rosso fra le storie: Eugenio con la sua barca Caronte e l’arrivo dal mare con a bordo una sirena cantante. La felice collaborazione con il libero coro della città di Morrovalle diretto dal maestro Danilo Tarquini ha creato quasi l’illusione di un’opera lirica in spiaggia. «Vogliamo ringraziare chi ci ha sostenuto – ha detto Di Stefano – in modo speciale Emanuela Speranza, i fratelli Marusia e Mirko Ciavattini del Veneziano, Giulio Silenzi, Anna Tarquini, Giorgio Corvatta, Carta Canta, la Bcc di Civitanova, Daniele Angelini, e molti altri volenterosi sostenitori. Con l’augurio di poter consolidate e ripetere nel tempo questa iniziativa così radicata nel territorio».
(foto Ciro Lazzarini)


Una occasione non costosa necessaria , veramente solidale in tutto, l’ assessorato addetto con la giunta di ora non hanno fatto una bella figura e il messaggio non lascia equivoci.
Di Stefano, una persona speciale di una umanità irracontabile, certe manifestazioni assolutamente non vanno perse.
E così, finalmente, l’opera si è conclusa; da vittime ad eroi, che gran bella favola, per aiutare chi è ‘diverso’, da chi lo è sempre stato, certo!! Che cattivoni quelli di questa amministrazione, eh..che ingrati! Che buoni, poi, quelli della città (..tutta una città!?..) che si sono mobilitati come volontari (!?), direi che sono stati quasi degli Angeli.. gv p.s.: “Sono Caronte e guido ‘sto bbisonte”..!!