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Coltorti contro Carancini:
«Centro fiere uno sperpero,
pensi a piscina e bretella»

MACERATA - Dopo la polemica per lo stop al "Bando periferie" il senatore del M5s porta l'esempio di Pesaro e domanda: «Quale riqualificazione vuole dare il sindaco a Villa Potenza, visto che i fatti dimostrano che un polo fieristico non è un centro produttivo?»
venerdì 10 agosto 2018 - Ore 17:21 - caricamento letture
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Mauro Coltorti

 

«Un centro fieristico, cosa ha a che fare con il recupero delle periferie? Qualsiasi persona si chiede se non sia piuttosto sperpero di denaro pubblico». Senza mezzi termini il senatore marchigiano del Movimento 5 stelle Mauro Coltorti replica al sindaco di Macerata Romano Carancini che ha puntato il dito contro il governo per lo stop ai finanziamenti del “Bando periferie” che servivano, tra gli altri, anche al progetto del centro fiere di Villa Potenza. Coltorti, che è anche presidente della Commissione lavori pubblici, spiega che «uno dei requisiti fondamentali per un centro che abbia aspirazioni di espansione è l’avere un raccordo per la superstrada. In questo caso questo raccordo non esiste e per raggiungere la superstrada si deve passare dentro il borgo di Sforzacosta, con un passaggio a livello all’ingresso della città. Inoltre, è evidente come nelle Marche tutti i centri fieristici siano miseramente collassati. Uno dei primi a collassare è stato l’Ente Fieristico Regionale di Ancona nel 2010. Gian Mario Spacca (ex governatore, ndr) spiegò che “la politica di promozione fieristica in una regione policentrica come le Marche, non può più esprimersi in un solo punto geografico ma deve collocarsi all’interno di una strategia complessiva di settore”. Per seguire questa strategia, chiuso l’Ente Fiera di Ancona venne aperto a Pesaro il più grande quartiere fieristico dopo Rimini. 6 padiglioni per 45.000 metri quadri, 8 sale convegni fino ad 800 posti ognuna, parcheggio di 4000 posti auto. Questo centro è posto all’uscita autostradale. D­­­­­opo essere stato completamente ristrutturato, il polo è stato affittato alla Thormax, meglio nota come Bricofer, una società privata, che paga un affitto risibile, di pochi euro a metro quadro. Di recente poi, è apparsa anche la notizia che il Polo andrà all’asta e diventerà un centro logistico. Il valore di vendita non è ancora noto, ma nell’articolo si stima un valore di circa 4 milioni di euro, e Bricofer ne ha la prelazione, ovviamente. Mi chiedo: questa cifra ripaga gli investimenti fatti per la realizzazione?».

Il progetto del nuovo centro fiere di Macerata

Insomma, «l’esempio di Macerata – prosegue Coltorti -,  insieme a quello di Pesaro, ci impongono una domanda: ha fatto bene il governo a bloccare questi fondi? Il Governo, a seguito della sentenza della corte costituzionale n. 74 del 2018, ha finanziato i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100 ed ha iniziato a valutare i restanti progetti per capire quelli che, veramente, hanno la funzione di rilanciare le periferie. Senza poi contare che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Siamo certi che il centro fieristico che si vuole realizzare a Villa Potenza costituisca veramente un modo di risolvere il problema del degrado della periferia di Macerata? Quale riqualificazione vuole dare il sindaco Carancini a Villa Potenza, visto che i fatti dimostrano che un polo fieristico non è un centro produttivo? Ritengo più utile occuparsi di realizzare le infrastrutture veramente necessarie come Palasport, Piscine, la bretella per la Superstrada – ricordando che all’ingresso della città da Sforzacosta c’è ancora un passaggio a livello ferroviario e la viabilità attraversa il borgo. Il progetto di cui parla Carancini – conclude -, congelato in questa fase in attesa di verifiche, getta ancora fumo negli occhi dei cittadini perché ci si dovrebbe preoccupare molto di più delle attività commerciali del centro storico e della qualità della vita dei sui cittadini e non creare altre cattedrali nel deserto che oggi non interessano la comunità».

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