Furto alla Civita.s, Silenzi:
«Sono regolari le dimissioni di Mobili?»
CIVITANOVA - Il 14 luglio in una riunione l'ex presidente non avrebbe fatto cenno alle dimissioni presentate al sindaco il 16, ma accetta ulteriori responsabilità. «Perchè?" - chiede il consigliere democrat che tira fuori anche un atto dei revisori che indicava di effettuare versamenti costanti e fare una copertura assicurativa»
«Le dimissioni di Alberto Mobili sono regolari?» A chiederlo è il consigliere comunale e capogruppo del Pd Giulio Silenzi che nel corso di una diretta su Facebook ripercorre la storia del furto di monete per un totale di 7200 euro alla Civita.s e rivela quanto contenuto nei documenti forniti al comune e ottenuti tramite un accesso agli atti. Silenzi afferma che Mobili avrebbe presentato le proprie dimissioni solo al sindaco e non al cda e al collegio sindacale, come già avvenuto con le dimissioni in Atac del presidente e del cda e che alcune date lasciano il dubbio sulle reali motivazioni delle dimissioni: «la vicenda è problematica – spiega Silenzi – anzitutto c’è da capire perchè 9 sacchi di monete fossero presenti in una stanza senza telecamere e non siano stati versati con puntualità alla banca, c’è anche un documento dei revisori che dava questa indicazione». Silenzi mostra un documento, il verbale della verifica del revisore dei conti nel quale si indica al cda di prendere provvedimenti per “diminuire il rischio aziendale stante che non sempre è possibile effettuare i versamenti in banca e stipulare una copertura assicurativa ed effettuare i versamenti con cadenza giornaliera”. Una indicazione che sembrerebbe una spia di allarme: «perchè non è possibile fare i versamenti in banca – chiede il consigliere democrat – se ad aprile i revisori danno questa indicazione e non viene osservato, la responsabilità al di là di quella di chi ha rubato materialmente il denaro è in capo al presidente e al cda, tutti dovrebbero dimettersi». Silenzi durante il video mostra anche la scena del cartoon Disney Robin Hood, quando la volpe che rubava ai ricchi per dare ai poveri si appropria dei sacchi di monete, mentre re e serpente controllore dormono: «sono come Ciarapica e Mobili, si rimettono a dormire e non vedono nulla». Silenzi infine sottolinea la stranezza delle date, tra dimissioni e riunione del cda. Il 14 di luglio si riunisce un cda che approva e dà mandato a Mobili di provvedere ad alcune incombenze, Mobili presenta le dimissioni il 16: «Il 14 luglio accetta nuove responsabilità, non c’è una parola sulle dimissioni e sulla volontà di abbandonare la Civita.s e invece due giorni dopo protocolla al sindaco le sue dimissioni, peccato che non è in Vince Civitanova e non deve rendere conto solo al sindaco, le dimissioni andavano presentate al cda e al collegio, a mio avviso è ancora presidente. E poi ancora, nella denuncia presentata da Petillo si dice che il furto può essere avvenuto dal 3 giugno al 19 luglio».
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Che c’entrano le dimissioni col furto?
Leggendo l’articolo, visto che si parla di furto, verrebbe da pensare che è su di esso che bisognerebbe indagare. Però quando si è in possesso di qualità investigative di prim’ordine e di propensione all’indagine deduttiva, ecco che il furto ( per Silenzi passa in secondo piano, anzi sembra proprio che non gliene importi niente ). Al lettore già un po’ confuso viene da chiedersi se l’investigatore sia veramente interessato ad esso. Effettivamente il furto c’è stato, ma bisogna vedere in che ambiente sia maturato. Se il furto come tutti i furti è stato commesso per i soliti banali motivi per cui si ruba o se è solo la spia di arrivo di un sistema che parte da molto lontano, forse anche all’origine della creazione della Civitas se non più indietro da dove potrebbe essere cominciato un modo di gestire non consono alle sempre trasparenti e lucide idee politiche dell’ investigatore. Infatti lui si chiede il perché di certe dimissioni che sono state date ma che in effetti non sono state date se pur non comunicate quando non sono state date ma solo quando sono state date. E’ chiaro che di questo passo, quando avrà finalmente raccolto tutti gli indizi, si chiuderà nella sua stanza a suonare il violino e a collocare ogni tassello al suo posto e finalmente dare la soluzione al giallo. Però se ci spiegasse quale soluzione sta cercando, magari noi amanti del mistero possiamo cercare di indirizzarci sulla pista giusta. E chiaro che ci troviamo di fronte a quello che diventerà un clamoroso caso di un qualcosa che appena sarà chiaro all’indagante sfuggirà completamente ai nostri poveri neuroni che mal sopportano da anni i tortuosi tracciati elettroencefalografici messi continuamente a dura prova dalle domande esistenzialiste che vengono spontanee quando c’è lui, insomma le solite: Ma chi è, dove va, cosa fa, da dove viene e basta,sono già troppe.